La probabilità a sette anni

probabilita060501

Salve mi sono imbattuta in una di quelle domande impensabili... fatta da un bambino di 7 anni. Che cosa è la probabilità?? Ho iniziato a improvvisare rendendomi conto che forse anche io non avevo ben chiaro quaesto conecetto e sicuramente ero carente di esempi. Potete aiutarmi?

Flavia Calo
27 marzo 2006
Possiamo dire che la probabilità è una misura dell'incertezza. Il calcolo delle probabilità serve appunto per trarre conclusioni coerenti, facendo ragionamenti corretti in situazioni di incertezza. In modo intuitivo, ricorriamo continuamente a ragionamenti di questo tipo anche nella vita di ogni giorno. Ad esempio, se, prima di uscire di casa, pensiamo (per qualche motivo) che "E' molto probabile che oggi piova", come logica conseguenza dovremmo prendere l'ombrello. Se non prendiamo l'ombrello e poi ci bagniamo sotto la pioggia, pensiamo di aver sbagliato a non prenderlo. Se usciamo con l'ombrello, ma in realtà poi non piove, possiamo ritenere di aver sbagliato a pensare che avrebbe piovuto, ma non di aver sbagliato a prendere l'ombrello nella convinzione che piovesse!

In matematica la probabilità è veramente una misura, nel senso che è proprio un numero (compreso tra 0 e 1) che esprime il nostro grado di fiducia nel verificarsi di un evento. Si può esprimerlo in vari modi, anche ricorrendo alle frazioni o in forma di percentuale.

Ci sono varie concezioni della probabilità. Quella classica, che è la più nota a livello elementare, è applicabile se i casi possibili per il verificarsi di un evento sono in numero finito e sono tutti "ugualmente possibili". Si stabilisce che in questo caso la probabilità di un evento è uguale al rapporto fra il numero di casi favorevoli ad esso e il numero di casi possibili.

Riporto di seguito due classici esempi.

  • Lancio di un dado (non truccato): i casi possibili sono 6; l'evento "esce il 2" ha probabilità uguale a 1/6; l'evento "esce un numero pari" ha probabilità uguale a 3/6 ovvero 1/2.
  • Gioco "testa o croce" con lancio di una moneta (non truccata): i casi possibili sono 2; l'evento "esce testa" ha probabilità uguale a 1/2 e così pure "esce croce".
In effetti questa definizione ha delle pecche logiche (“ugualmente possibili” non vuol anche dire “ugualmente e probabili”?); inoltre non è applicabile nei casi che ci capitano più spesso. Chi si sognerebbe di dire che, siccome una partita di calcio tra due squadre A e B può avere solo tre esiti: "vince A", "vince B", "A e B pareggiano", allora entrambe le squadre hanno la stessa probabilità di vincere (uguale a 1/3)? Ci sono altre concezioni della probabilità che si possono applicare in situazioni più generali e per questo il calcolo delle probabilità trova utilizzo in vari campi, ad esempio in quello delle assicurazioni.

Arriviamo ora al punto cruciale: cosa dire ad un bambino di 7 anni?

Come si è visto, per fare un po' di conti con le probabilità bisogna conoscere almeno le frazioni, con le quali si suppone che un bimbo di 7 anni non sia ancora familiare. Anche il concetto stesso di incertezza può essere difficile da accettare per un bambino di quell'età.

Tuttavia si può provare a fargli capire che:

  1. Ci sono situazioni in cui non siamo certi di cosa accadrà (es. la squadra A vincerà la partita? Domani ci sarà bel tempo? La maestra mi darà un bel voto/brutto voto nel compito in classe di matematica?) o di cosa è accaduto (Il nonno mi ha già comprato un paio di pattini per il mio compleanno, che sarà fra qualche giorno?) o di cosa sta accadendo (Mentre io sono in palestra, la mamma sta facendo la torta di cioccolato che le ho chiesto?).
  2. A domande come queste, se non sappiamo rispondere con sicurezza "sì" o "no", possiamo rispondere "forse", "forse sì" o "forse no". Per esempio, se pensiamo che è più facile che vinca la squadra A nella partita contro la squadra B, alla domanda "La squadra A vincerà la partita ?" possiamo rispondere "forse sì" e alla domanda "La squadra B vincerà la partita?" possiamo rispondere "forse no". In questo caso si può anche dire: "E' più probabile che vinca la squadra A" o "La squadra A ha maggiori probabilità di vincere".
La probabilità è un numero che serve per dire agli altri "quanto" crediamo che una cosa "sia vera" o "si avveri".

Si può infine provare, per gioco, ad assegnare la probabilità ad eventi presi da situazioni note al bambino, dicendogli di scegliere ogni volta un numero intero compreso ad esempio tra 0 e 10 e stabilendo come regole che:

  • se si è sicuri che l'evento è vero, gli si dà probabilità = 10 (su 10);
  • se si è sicuri che l'evento è falso, gli si dà probabilità = 0 (su 10);
  • se si dà ad un evento, ad esempio, probabilità = 6 (su 10), allora si deve dare al suo contrario la probabilità = 4 (su 10), perchè 10-6 = 4, e così via; per esempio, in una partita di calcio tra la squadra A e la squadra B, se la probabilità di "vincita di A" è 6 (su 10), allora quella di "non vincita di A" (cioè "pareggio oppure vincita di B") deve essere 4 (su10).
Il gioco si capisce meglio se inizialmente si opera con oggetti concreti, usando ad esempio 10 biglie e prendendone un numero opportuno per indicare la probabilità.
Luciana Zuccheri Dipartimento di Matematica e Informatica, Università di Trieste

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011