Vorrei farvi una domanda che non sono riuscito a porre a Marcus Du Santoy quando è venuto qui a Torino. Il brano musicale che lui ha suonato durante la conferenza aveva nello spartito al posto delle note dei numeri primi. Riemann ha portato i numeri primi nel piano complesso mentre i numeri primi sono naturali interi. Le note, per quel poco che conosco della musica, derivano da numeri razionali interi e quindi giaciono anche queste come i numeri primi sul piano cartesiano. Perché non ascoltare la musica che descrivono i numeri primi su questo piano?
Mario Menin
19 marzo 2006
Fino ad un certo tempo, i teorici della musica sembravano capaci di contare solo fino a 4 (o a 3). Poi, nel secolo XVI, scoprono il numero 5 (e relativi rapporti). Una volta, raccontavo così la teoria matematica europea della musica. Poi ho scoperto che la mia battuta era già stata anticipata da quel diavolo di Leibniz. Nel secolo XVIII, Euler aggiungeva un altro primo, il 7, e divideva l'ottava addirittura in 24 parti.
Ma questo è solo un lato della storia. Aristosseno, usando da musicista piuttosto l'orecchio, pensava i suoni come un continuum fatto di tutti i numeri, non solo i razionali. Allora le sette pitagoriche non lo consideravano per il ben noto motivo. Solo col temperamento equabile e l'ottava divisa da radice dodicesima di 2, le note sono state ripensate nel continuum dei numeri. Si sa che Riemann concepiva i primi nel piano complesso per affrontare l'irrisolta questione della loro distribuzione. Ma, rispetto alla musica, non capisco la differenza tra il metterli con i reali oppure con i complessi. Confesso però che non conosco la musica del signor Marcus Du Santoy. È piacevole quando arriva alle nostre orecchie?