Clima e rotazione terrestre

scienzeDellaTerra060420
Sono stati mai fatti studi sui possibili effetti climatici derivati dal movimento di precessione della Terra? Infatti, dal momento che il suo asse descrive un cono completo ogni 25.760 anni circa, c’è da supporre che intorno alla metà di questo ciclo (12.880 anni) i due emisferi, quello australe e quello boreale, vengano a trovarsi nella condizione da avere invertiti i rispettivi afeli e perieli, pur trovandosi il nostro pianeta all’incirca nella stessa posizione dell’orbita in cui si trovava all’inizio del ciclo (12.880 anni prima). Mi rendo conto che l’energia complessiva irradiata dal sole sull’intera superficie del nostro pianeta non vari per questa ragione, ma credo tuttavia che non possa non incidere l’enorme differenza esistente tra la massa presente nelle terre emerse dell’emisfero boreale e quella dell’emisfero australe e la corrispondente inversa distribuzione delle masse oceaniche, per cui non mi meraviglierei neppure troppo se questo fatto potesse ad esempio avere un significativo influsso sulle principali correnti e dunque, di riflesso, anche sul clima. So che di una simile questione (però non del tutto uguale) si interessò l’astronomo iugoslavo Milutin Milankovic la cui famosa curva mise in relazione il movimento di precessione con la periodica variazione dell’eccentricità dell’orbita terrestre ai fini di una miglior comprensione dei fenomeni di variazioni climatiche derivate da piccole e grandi glaciazioni, ma...che dice la scienza in proposito? Vi ringrazio!
Luigi Tamponi
16 marzo 2006
Nella letteratura scientifica internazionale sono presenti molti studi che mettono in evidenza cambiamenti climatici nella storia geologica della Terra che sono riconducibili ai moti dell'asse di rotazione terrestre e alle variazioni dell'orbita, proprio secondo i meccanismi delineati nella domanda. Non è infatti errato ricordare l'astronomo Milutin Milankovic che per primo pose in evidenza come una forzante astronomica possa influenzare il clima terrestre.

Il fattore principale che condiziona la temperatura terrestre sembra essere proprio la variazione nella radiazione solare incidente alle alte latitudini settentrionali (per convenzione calcolata alla latitudine di 65°N). Se si compongono sovrapponendoli i moti risultanti dalla a) variazione di eccentricità dell'orbita terrestre, b) variazione di inclinazione dell'asse terrestre (obliquità) e c) precessione dell'asse (precessione egli equinozi), è possibile ottenere una curva che rappresenta come nel tempo la Terra riceva una radiazione solare variabile con alcune periodicità fondamentali (100.000, 41.000 e 25.000 anni circa).

Gli archivi sperimentali di tali variazioni paleoclimatiche sono rappresentati da sequenze recuperate da carote di ghiaccio, nelle calotte polari, o da carote di sedimenti, dai fondali oceanici e spesso riflettono le periodicità attese. La letteratura scientifica specifica come accennato è molto vasta, con contributi provenienti anche da ricercatori italiani, ma essenzialmente è in lingua inglese.

Per un approfondimento a carettere generale si segnala il libro "Earth's climate - past and future" di Wiliam F. Ruddiman, pubblicato nel 2001 da W.H. Freeman and Company, New York, nonché due articoli di James Zachos e coautori apparsi sulla rivista Science rispettivamente nel 13 aprile 2001 ed il 27 aprile 2001.
Antonio Meloni Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Roma

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