La domanda include una definizione di acido quale si può trovare nei libri di testo ed una affermazione che attribuisce agli acidi una connotazione negativa di aggressività, capacità di corrodere e potenziale pericolo biologico.
Questa affermazione non è in realtà giustificata per gli acidi in generale né è esclusiva di questi ultimi. In altri termini: gli acidi che possiedono le caratteristiche ricordate sono:
1) molto concentrati
2) acidi forti, cioè molto dissociati in soluzione acquosa.
Esistono poi acidi, quali ad esempio l'acido cianidrico e l'acido solfidrico, che, ancorché deboli, sono molto tossici perché in grado di interferire con certi processi biologici.
Si può comunque affermare che la potenziale pericolosità degli acidi non sia connessa strettamente con la loro caratteristica acida (cioè di liberare protoni in soluzione, modificando il pH). Ad esempio l'acido solforico concentrato produce ustioni sulla pelle perché è avidissimo di acqua e reagendo con questa (presente sulla o nella cute) si scalda notevolmente ed in prima istanza le lesioni corrispondono a scottature. Certo il contatto prolungato con questa sostanza distrugge, uccidendoli, i tessuti cutanei provocando danni che vanno ben al di là di una semplice scottatura di primo grado.
L'acido nitrico concentrato, per converso, reagisce con tutte le proteine denaturandole. In particolare reagisce con gli amino acidi aromatici che le costituiscono dando la reazione chiamata xantoproteica. Le cellule muoiono per distruzione delle loro proteine che risultano profondamente alterate. Il processo è equivalente alla esposizione al calore che denatura le proteine. Per questo motivo si possono mortificare dei tessuti sia con la termo coagulazione (termo cauterio, bisturi elettrico, laser) che non il trattamento con acido nitrico o acido tricloro acetico concentrati.
Questi trattamenti hanno impiego ad esempio nella rimozione di verruche e condilomi. Va però sottolineato che effetti analogamente e più devastanti su cute e mucose sono provocati da alcali forti quali ammoniaca, soda o potassa caustiche (idrato di ammonio, sodio o di potassio) e dalla calce viva (ossido di calcio): si potrebbe continuare a lungo. Tra gli aggressivi chimici infatti si annoverano anche le aldeidi (formalina) il fenolo (acido fenico) sali (nitrato di argento, cloruro di antimonio, cloruro mercurico) gli alogeni (cloro, fluoro) i forti ossidanti (acqua ossigenata, perclorati, permanganati bicromati ) etc.etc.
Ciò detto, va ancora ricordato che sebbene il pH del sangue sia rigorosamente controllato al valore di 7.4, un valore vicino alla neutralità, nello stomaco invece, per la presenza di acido cloridrico di origine endogena, il pH può essere fisiologicamente compreso tra valori di 1 e 2. Ed ancora, la cute è mantenuta a valori acidi di pH per la presenza di acidi grassi liberi che rendono difficile la moltiplicazione di batteri patogeni. La presenza di acido lattico nell'ambiente vaginale costituisce un'importante barriera antibatterica. Ed ancora, il pH all'interno della vescica urinaria è spesso compreso tra valori di 4 e 5.
Da quanto detto è evidente che si devono tener ben distinti il concetto di acido e quello di aggressivo chimico e non possiamo dimenticare che gli acidi includono tutta una serie di sostanze altamente benefiche come le vitamine (es, acido ascorbico, acido nicotinico), farmaci (es. acido salicilico), alimenti (es. Acetico nell'aceto, lattico nei formaggi fermentati e nello yogurt, acido carbonico nelle bevande gassate acido citrico negli agrumi. E tutto questo per non parlare degli ammino acidi o degli acidi nucleici.