Evoluzione della lingua

Esseri umani e linguaggio

La lingua (italiano, inglese ecc.) può essere stata un fattore determinante nella lotta per la sopravvivenza del più adatto? Ovvero, popoli con lingue "migliori" sono riusciti ad adattarsi meglio e a sopravvivere rispetto a popoli con lingue "peggiori"?

Simone Rossi
1 marzo 2006
Ci sono due aspetti di questa domanda. Un primo aspetto riguarda il possibile vantaggio evoluzionistico di una lingua rispetto all'altra. Su questo, penso si possa dire chiaramente che non ne esiste alcuno. Ogni lingua naturale, comprese i linguaggi dei segni dei sordomuti, hanno essenzialmente la stessa complessità sintattica e le stesse capacità di espressione di pensieri.

In effetti, la linguistica contemporanea vede le varie lingue come variazioni (in un certo senso minori) di una stessa grammatica universale, che si specializzerebbe diventando una lingua naturale una volta fissati i valori di una serie di parametri.

Questo comporta, appunto, il fatto che le lingue sono tutte sostanzialmente equivalenti. Prova 1: un bambino apprenderà qualsiasi lingua naturale, se immerso nell'ambiente linguistico corretto. Prova 2: la storia delle lingue creole mostra che a partire da un input anche molto impoverito, una lingua naturale completa si sviluppa in tempo brevissimo, a patto che ci sia una comunità di parlanti e dei bambini esposti a questo input. È dunque meglio vedere la lingua come una entità unica, dal punto di vista evolutivo, e le variazioni fra lingue come fenomeni per la maggior parte legati alla storia.

Il secondo aspetto della domanda è: avere una lingua (qualsiasi) può essere fattore di selezione?

Qui gli studiosi si dividono. Chiaramente poter parlare dà un vantaggio, ma non è un vantaggio che serve granché se viene da solo: se uno parlando dicesse soltanto nosensi non ci si guadagnerebbe tanto dal punto di vista evolutivo.

Alcuni studiosi sostengono che il linguaggio è stato selezionato sotto pressioni evolutive. Altri invece sostengono che potrebbe essere andata altrimenti: il linguaggio potrebbe essere apparso come una conseguenza secondaria di qualche altro fattore che, quello sì, dava un vantaggio evolutivo immediato: una specie di dono inatteso offerto all'umanità dall'evoluzione, di cui noi abbiamo fatto tesoro. Dati che permettono di decidere la questione sono scarsi, e il dibattito è tuttora aperto.

Luca Bonatti Settore di Neuroscienze, SISSA, Trieste

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