Vorrei sapere cosa avviene nel cervello dopo che si apprende qualcosa di nuovo (ad esempio dopo la lettura di una pagina), cioè cosa "si aggiunge" nel nostro encefalo? Come funziona la memoria e perché alcune cose vengono ricordate e altre no? Facendo un paragone con un hard disk, si può stimare la capacità media dell'encefalo? Infine, e vi ringrazio per la pazienza, com'è possibile "cantare" o "parlare" a mente una canzone, come se ci fossero una bocca e degli orecchi interni?
Per questo sono stati di grande aiuto i modelli matematici, sviluppati soprattutto dai fisici teorici, che ci permettono di studiare in termini quantitativi l'elaborazione dell'informazione nel sistema nervoso, andando oltre la comprensione del funzionamento biologico dei suoi singoli elementi. L'analisi dei modelli ci permette ad esempio di stimare la capacità media della corteccia cerebrale, la componente principale del nostro cervello, nell'ordine delle decine di Terabyte, cioè 1013 bytes, ovvero qualche centinaio di volte la capacità dell'hard disk del laptop su cui sto scrivendo questa risposta. Infatti una corteccia cerebrale umana contiene dell'ordine di 1015 sinapsi, ed i modelli matematici ci dicono che ciascuna sinapsi può al massimo depositare una frazione di bit, circa 0.2-0.3 bits. Naturalmente questo non vuol dire che ci sia nessuna somiglianza fra come le tracce mnestiche si depositano nella corteccia, e come immagazziniamo dati sulla memoria digitale di un computer: il paragone non si applica alla natura dei due processi!
Perché alcune cose vengono ricordate e altre no? Si tratta di meccanismi molto complessi, che possono non funzionare per molti motivi, come un ingranaggio complicato che si può inceppare in tanti punti diversi. Semplificando molto, si può dire che un ruolo ausiliario ma importantissimo lo giuocano i neuromodulatori, come l'acetilcolina, la dopamina o la serotonina. Se queste sostanze non vengono spruzzate al momento giusto su zone della corteccia dove ci sono sinapsi da modificare, è un po' come se venisse a mancare l'olio lubrificante, e non apprendiamo ne' possiamo poi ricordare cose che in un altra situazione, magari di umore diverso, avremmo incorporato con facilità nel nostro parimonio di memorie.
Quando immaginiamo una scena visiva, si attivano molte delle stesse aree della corteccia che si attivano quando la vediamo effettivamente coi nostri occhi; e così quando immaginiamo una sequenza di suoni o quando cantiamo, inibendo però la trasmissione dei conandi corticali agli effettori. La corrispondenza con la percezione sensoriale reale non è però completa: quando canto nella mia mente, ad esempio, mi sembra di essere piuttosto intonato, un'illusione drammaticamente smentita dalla realtà!
Mi rendo conto dell'estrema superficialità di questa risposta, ma per una più estesa rimando al libretto divulgativo "Come Funziona la Memoria" che ho scritto nel 1999 per la Bruno Mondadori.