Dallo zucchero al caramello

chimicaAlimenti060324

Salve, vorrei sapere quali sono le reazioni chimiche che fanno sì che lo zucchero cristallino si trasformi in caramello. Grazie

Simone Augusto Lombardi
13 febbraio 2006
La caramellizzazione è la reazione di degradazione termica ed ossidativa degli zuccheri che conduce alla formazione di sostanze volatili (aroma di caramello) e composti brunastri (colore di caramello).

Il processo è catalizzato dalla presenza di sostanze acide o basiche e generalmente avviene a temperature superiori a 120°C, nell'intervallo di acidità fra pH 3 e 9.

La caramellizzazione avviene in un alimento contenente zuccheri quando la sua superficie è riscaldata intensamente (ad esempio nelle operazioni di arrostimento o cottura in forno), e si sviluppa anche durante i processi di conservazione col calore di alimenti ad alto contenuto zuccherino.

Il caramello è una ricopertura sovente utilizzata in pasticceria: in questo caso, per prepararlo, basta riscaldare a lungo, rimestando con un cucchiaio di legno, dello zucchero in un po' di acqua, eventualmente acidulata. Utilizzato come colorante alimentare (con la sigla E150), è diffusamente presente (anche per le sue proprietà aromatizzanti) nelle bibite a base di Cola.

La caramellizzazione è una sequenza di 6 stadi reattivi e non va confusa con la reazione di Maillard. Anche questa porta alla formazione di composti brunastri e aroma di cotto, ma avviene fra zuccheri riducenti e aminoacidi.

Fondamentale nella caramellizzazione è la sola presenza di zuccheri semplici (monosaccaridi o aldosi) che vanno inizialmente incontro ad un riarrangiamento molecolare, che facilita il rilascio di funzioni acide.

La reazione iniziale è l'enolizzazione, che porta alla formazione di chetosi. Segue una disidratazione o beta eliminazione, poi avviene una rottura dei legami dicarbossilici, una reazione retro-aldolica, una condensazione e una reazione radicalica di propagazione, secondo il complesso schema sottostante:

Stadio1: Enolizzatione o riarrangiamento di de Bruijn van Echenstein

Stadio 2: Disidratazione o β-eliminazione

Stadio3: Rottura legame dicarbossilico

Stadio 4: Reazione retro-aldolica

Stadio 5: Condensazione degli aldoli

Stadio 6: Reazione radicalica

Il passaggio chiave della degradazione termica è la formazione (nell'ultimo stadio reattivo) di intermedi denominati osulosi: essi non solo portano alla formazione del caramello, ma anche alla liberazione di un centinaio di sostanze aromatiche caratteristiche.

In ordine di reattività, la caramellizzazione è facilitata se lo zucchero di partenza è fruttosio. Il glucosio è leggermente meno reattivo e, più di esso, lo sono zuccheri come lo xilosio, il lattosio e il maltosio. Nel caso del saccarosio (il comune zucchero da cucina, che è un disaccaride) lo stadio iniziale è favorito dalla sua idrolisi (inversione) in ambiente leggermente acido, che conduce alla liberazione dei due monosaccaridi fruttosio e glucosio.

I composti tipici dell'aroma del caramello sono furani, furanoni, piranoni e altri carbociclici. Lo loro proporzione relativa è influenzata dalla temperatura e dalle condizioni di acidità o basicità dell'ambiente di reazione. In particolare, in funzione delle condizioni, si possono ritrovare derivati del furano, come l'idrossimetilfurfurolo (HMF) e l'idrossiacetilfurano (HAF), furanoni come l'idrossidimetilfuranone (HDF), il diidrossidimetilfuranone (DDF) e i piranoni maltolo (dai disaccaridi) e idrossimaltolo (dai monosaccaridi). La struttura CH3-CH=CH-CH(OH)-C=O (che è parte della struttura dell'idrossimetilfuranone) è probabilmente responsabile del gusto del caramello. Nell'industria alimentare (latte, succhi, conserve di frutta e verdura) il contenuto in idrossimetilfurfurolo è sovente utilizzato come indice del “danno tecnologico” conseguente ai trattamenti termici. Il caramello è però anche utilizzato come colorante dall'industria alimentare (ad esempio nelle birre scure); in questo caso il Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives (JECFA) ha stabilito una dose accettabile quotidiana di 200 milligrammi per kg di peso corporeo per giorno. La sua sicurezza tossicologica è però stata messa in discussione recentemente, dopo che si è osservato che le cavie in presenza di coloranti al caramello presentano un abbassamento dei leucociti e dei linfociti nel sangue. Questi effetti sono stati attribuiti alla presenza del 2-acetyl-4(5)-tetraidrossibutilimidazolo (THI), uno dei composti finali delle reazioni di caramellizzazione.

Marco Riva Università di Scienze Gastronomiche di Bra, Pollenzo (CN)

© Copyright SISSA - Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - Trieste (Italy) - 2001-2011