La misura del tempo

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Che cosa o chi è stato a determinare che un'ora fosse di sessanta minuti, che un minuto fosse di sessanta secondi e così via?
Giuseppe Matteo Miroddi
31 gennaio 2006
La nostra attuale divisione del giorno in 24 ore di 60 minuti ciascuna è il risultato di una modificazione ellenistica di una pratica egizia, combinata con procedimenti numerici di calcolo di origine babilonese.

Gli Egizi dividevano infatti il giorno in 24 ore, che in origine non avevano tutte la stessa durata, ma dipendevano dalle stagioni. Queste “ore stagionali” furono sostituite da ore di durata costante solo nei trattati teorici dell'astronomia ellenistica e, poiché a quell'epoca i calcoli astronomici venivano effettuati con il sistema di numerazione sessagesimale (in base 60) posizionale babilonese, le ore vennero divise in 60 parti uguali (minuti), ciascuna delle quali era divisa a sua volta in 60 parti uguali (secondi) e così via.

Per saperne di più cosiglio il libro: O. Neugebauer, Le scienze esatte nell'antichità, Feltrinelli, Milano, 1974.

Livia Giacardi Dipartimento di Matematica, Università di Torino
Per rispondere alla domanda si deve forse risalire alle antiche misure dell'anno in 360 giorni, nel calendario persiano e in quello babilonese, anche se questi popoli presto capirono che il numero di giorni in un anno era maggiore. Pare che i Babilonesi abbiano anche fatto anticamente una divisione del giorno in sessanta ore.

Il numero 360 è collegato al sistema sessagesimale, essendo divisibile comodamente per 60, 30, 24, 12, ... Il raggio di un cerchio si può riportare come corda sei volte e insiste su un angolo di 60 gradi.

La dinastia Shang in Cina ha introdotto tra il 1500 e il 1000 a.C. un calendario con cicli di 60. Si attribuisce a Talete l'uso del grado in geometria.

Gabriele Lolli Dipartimento di Matematica, Università di Torino

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