La mia domanda è se con i grandi telescopi gli scienziati riescono a vedere le galassie più lontane allora come mai non riescono a vedere il Plutone, dal momento che le galassie sono molto più lontane?
Vi è poi un altro fattore da considerare, ovvero la "dimensione angolare" del corpo. Essa dipende dalla dimensione fisica del corpo in relazione alla sua distanza. Ciò determina se un oggetto ci appare "esteso" sulla volta celeste oppure "puntiforme". Anche qui, poco importa la sola distanza dell'oggetto: è possibile vedere dettagli di molte galassie lontane in virtù delle loro enormi dimensioni, mentre le stelle della nostra galassia (ben più vicine) ci appaiono puntiformi, così come accade a molti corpi del nostro sistema solare (per esempio, asteroidi) nonostante che siano ancora più vicini delle stelle.
Veniamo adesso a Plutone. In realtà non è vero che non riusciamo a vedere Plutone. Esso ha una magnitudine apparente di circa V=14, e dunque è una sorgente visibile anche con un modesto telescopio (non ha caso fu scoperto nel lontano 1930). Per un telescopio professionale è addirittura estremamente luminoso!
Immagino dunque che la domanda si riferisca alla difficoltà di vedere in dettaglio la superficie di Plutone. In effetti il diametro angolare di Plutone è di circa 0.1 arcosecondi, pari circa all'angolo sotteso dalla moneta di 1 euro alla distanza di 45 km. Questo angolo è estremamente piccolo (per confronto la famosa galassia Sombrero ha un diametro apparente di circa 360 arcosecondi!) tanto da far apparire Plutone puntiforme anche ai migliori telescopi.
In realtà i più moderni telescopi (ma sono pochi!) sono in grado di raggiungere risoluzioni angolari maggiori e quindi sono in grado di vedere la superficie del pianeta e di studiare la sua morfologia. Tra questi ricordo il telescopio spaziale Hubble (vedi il sito http://www.nineplanets.org/pluto.html per alcune belle foto della supeferficie di Plutone ottenute dal telescopio spaziale).