La percezione sensoriale e il metodo scientifico

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Salve! Vorrei sapere quale grado di attendibilità scientifica e in quali campi sono impiegati metodi di indagine basati sull'analisi sensoriale (tatto, vista, odorato etc.). In una discussione con il mio insegnante di filosofia sono stato accusato di avere una visione superata della scienza perchè affermavo che in alcuni campi del sapere scientifico si possono usare metodi basati sui sensi: proprietà organolettiche delle sostanze, proprietà fisiche di minerali e rocce ecc. A me sembra che il problema sia interessante e coinvolga la classificazione della scienza e il problema dei metodi sperimentali; soprattutto nel campo delle scienze della natura dove il metodo induttivo è superato dalla complessità dei fenomeni e dalla loro non completa riproducibilità nei laboratori. Attendo con ansia una vostra gentile risposta.

Riccardo Ravagnan
18 dicembre 2005
È noto che in molti casi le potenzialità degli apparati percettivi, anche umani, sono straordinarie, e rivaleggiano con quelle dei più raffinati strumenti di misura: questo vale in particolare per la percezione visiva e olfattiva. In questo secondo caso, la sensibilità alla presenza di particolari molecole, anche in concentrazioni bassissime, può essere straordinaria. Bisogna però tenere sempre presente il fatto che la percezione è essenzialmente qualitativa: si muove sull'asse del poco - molto, piuttosto che su scale quantitative come gli strumenti di misura.

La percezione sensoriale viene utilizzata soprattutto in quei contesti in cui non è tanto necessaria una determinazione quantitativa, quanto una risposta qualitativa, una valutazione globale della presenza di una struttura complessa di aromi corrispondente a quella voluta. In altre parole, viene usata in quei campi (profumi, tabacchi, aromi per cibi, vini, ecc.) in cui successivamente quegli oggetti verranno sottoposti alla percezione sensoriale degli utenti finali.

In molti casi si tratta di percepire dei complessi anziché singole sostanze, degli "accordi" di componenti semplici in un equilibrio delicatissimo.

Non si può parlare però di un utilizzo scientifico, perché la scienza è essenzialmente quantitativa: solo la misura e la quantificazione, infatti, assicurano la riproducibilità e la comunicabilità intersoggettiva dei risultati.

Gianni Zanarini Dipartimento di Fisica, Università di Bologna

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