Global Crichton warming

energiaAmbiente060120
Riguardo al tema del riscaldamento globale, ho letto il libro di Michael Crichton, Stato di paura, che cita molti dati che proverebbero l'assoluta incosistenza della teoria del global warming, soprattutto se si vuole pensare che esso sia causato dall'uomo. Qual è l'attendibilità di questa analisi?
Federico Pittino
5 dicembre 2005
Mi sia consentito rispondere alla domanda pur dichiarando in partenza di non avere letto il libro di Michael Crichton Stato di paura, per scarso interesse personale verso la fiction pseudo-scientifica.

Credo però che, di fronte ad una domanda come quella sopra formulata, il punto principale sia non tanto controbattere punto su punto le tesi di Crichton (cosa che peraltro è esaurientemente riportata, ad esempio, nel weblog RealClimate realizzato da alcuni climatologi di sicuro prestigio internazionale), quanto innanzitutto sviluppare alcune considerazioni sulla comunicazione scientifica di tematiche di attualità quali i cambiamenti climatici, che rivestono un ampio interesse per la società.

Vi è oggi sicuramente un proliferare di messaggi, spesso contraddittori, che il pubblico riceve su tematiche scientifiche complesse e controverse. Accanto a testi o articoli di divulgazione che “traducono” per il grande pubblico le risposte della scienza vi sono anche pubblicazioni di fiction scientifica che, come appunto il libro di Crichton, “usano” tematiche scientifiche per costruire racconti di fantasia. Fin qui nulla di male, supposto che gli ambiti di competenza e le finalità siano chiari per tutti.

Ciò che causa una certa apprensione nel libro di Crichton è il tentativo che l'autore fa di accreditare il suo racconto e le sue tesi sul global warming come scientificamente fondate, facendo anche ampio uso di riferimenti bibliografici alla letteratura scientifica sul tema. Occorre ammettere che Crichton ha avuto un certo successo in questa sua opera, se consideriamo che il libro Stato di paura è stato anche citato nell'aula del Senato degli Stati Uniti come un importante contributo al dibattito sui cambiamenti climatici. E anche questo, si perdoni il facile moralismo, è un segno dei tempi. Per questo motivo, le tesi del libro di Crichton sono state anche dibattute (e confutate), cosa certamente non comune per un'opera di fiction, su importanti riviste scientifiche internazionali come, ad esempio, Nature.

Nel merito poi del quesito posto, se cioè la teoria del global warming causato dalle attività umane abbia un suo fondamento scientifico, è opportuno ricordare che già dal 1988 è stato costituito dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e dal Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) il Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) con il compito di “...valutare in modo completo, oggettivo, aperto e trasparente le informazioni scientifiche, tecnologiche e socio-economiche rilevanti per la comprensione del rischio di cambiamenti climatici indotti dall'uomo, il loro impatto e le opzioni per l'adattamento e la mitigazione”.

IPCC pubblica a scadenza periodica un corposo rapporto nel quale viene riassunto lo stato delle conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici. L'ultimo rapporto disponibile, il terzo, è stato pubblicato nel 2001, mentre è attualmente in fase di preparazione il quarto rapporto che verrà pubblicato nel 2007.

Per dare un'idea del lavoro che la preparazione di questi rapporti implica si può ricordare che alla stesura del terzo rapporto IPCC hanno partecipato 637 scienziati di diverse discipline provenienti da tutto il mondo, mentre altri 441 scienziati hanno poi rivisto e commentato le bozze del rapporto stesso. Ulteriori contributi alla stesura finale del testo sono venuti da altri revisori per conto di industrie, governi ed organizzazioni non governative. La preparazione del rapporto ha richiesto più di due anni di lavoro.

Va da sè che lo scenario cospirativo immaginato da Crichton fra scienziati e gruppi ambientalisti per falsare le evidenze scientifiche sui cambiamenti climatici rimanda certamente più alla fantasia che alla realtà dei fatti.

Il terzo rapporto ICCP conclude, fra l'altro, che:

  • la temperatura media globale è cresciuta nel corso del XX secolo di circa 0.6 °C;
  • nuove ed importanti evidenze suggeriscono che la maggior parte del riscaldamento osservato negli ultimi 50 anni sia dovuta alle attività umane;
  • l'effetto dei cambiamenti climatici indotti dall'uomo persisterà per molti secoli a venire.
Dalla letteratura scientifica pubblicata dopo il 2001 e dal testo provvisorio del quarto rapporto IPCC in corso di stesura non vi sono indicazioni che inducano a riconsiderare le conclusioni sopra citate.

Per concludere, la scienza non è certo infallibile, anzi, la possibilità di confutazione di qualsiasi dato o teoria è un principio di base del metodo scientifico. E' importante però considerare che non tutte le fonti di informazione scientifica (o presunta tale) possono essere messe sullo stesso piano. Altro infatti è il valore delle conclusioni di IPCC, fondate sul consenso della comunità scientifica internazionale, altro ancora sono le tesi di un brillante autore di best seller, quale certamente Michael Crichton è, che possono sicuramente essere apprezzate nel contesto di un'opera di fantasia, ma non debbono essere confuse, appunto, con la comunicazione scientifica.

Alcuni utili riferimenti in rete

Sandro Fuzzi Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima, CNR, Bologna

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