Che differenza c'è tra frazione (numeratore e denominatore) e divisione (dividendo e divisore)? È solo un modo diverso di chiamare gli stessi oggetti? o si possono distinguere da qualcosa in qualche algebra? Grazie mille per l'ottimo servizio!
Il numero razionale è visto in entrambi i casi come una coppia ordinata (a,b) di numeri naturali, con b diverso da 0, cioè come un elemento di NxN0 (consideriamo per semplicità i razionali non negativi). Ad ogni elemento di NxN0corrisponde uno ed un solo numero razionale. Un numero razionale è individuato invece da infiniti elementi di NxN0, tutti quelli tra loro equivalenti secondo la relazione di equivalenza (a,b) = (c,d) se ad = bc. Spesso si individua come rappresentante della classe la coppia (a,b)"ridotta ai minimi termini", cioè con massimo comun divisore uguale a 1, MCD(a,b) = 1. Le due operazioni fondamentali sono definite, come è noto, nel seguente modo:
Tra parentesi, si osservi che se al prodotto sostituiamo la somma, la stessa relazione di equivalenza (a,b) = (c,d) se a+d = b+c in NxN individua l'insieme Z dei numeri interi. Anche Z, in definitiva, poteva essere identificato come coppia di naturali; chissà, forse in qualche universo parallelo al nostro non scrivono -5 ma (2,7), oppure (0,5). In Z così costruito le operazioni fondamentali sarebbero le seguenti:
La divisione a:b evoca la scrittura decimale del risultato, espresso come allineamento di cifre decimali; per esempio 1:8 = 0.125000...
1:7 = 0.142857...
Un numero razionale può essere allora identificato, anziché da una coppia di naturali, da una successione di cifre {0, 1, ..., 9}. A questo proposito è interessante stabilire quali divisioni danno luogo a numeri decimali "finiti" (meglio, di periodo 0, come 1:8) oppure periodici (come 1:7) e a dimostrare che non si danno altre possibilità. Ugualmente interessante è analizzare la lunghezza del periodo e dell'antiperiodo della rappresentazioni decimali, e magari interrogarsi sulla conservazione o meno di tali proprietà in numerazione con base diversa da 10.
Tali proprietà sono strettamente collegate con l'algoritmo euclideo e il magico gioco quoziente-resto. Per esempio, che una divisione dia luogo sempre a un numero decimale periodico (eventualmente di periodo 0) dipende dal fatto che il numero di possibili resti nella divisione per b è finito (0, 1, ..., b-1) e che quindi dopo al più b cifre decimali debba necessariamente ripetersi un resto e dunque iniziare un periodo.
Vale la pena osservare che nel contesto del calcolo automatico lavorare con la coppia (a,b), cioè mediante calcolo simbolico, è del tutto differente che lavorare con la rappresentazione decimale di a:b. Quest'ultima, infatti, implica una necessaria approssimazione numerica e dunque un errore della cui propagazione è bene tenere conto. Per esempio se nella cella A1 di Excel scrivete"=1/3"non avete affatto definito il numero razionale 1/3, ma un suo troncamento (alla 15-esima cifra decimale). Se in A2 scrivete"=4*A1-1"e copiate verso il basso, non ottenete una successione costante di valore 1/3, come è lecito attendersi, ma una successione che, a causa dell'errore di troncamento, diverge a meno infinito.