Questi rettili erano fino ad alcuni anni fa commercializzati in gran numero non solo in negozi di acquariofilia, ma anche in feste di paese. In seguito poi, la loro commercializzazione è stata sospesa, principalmente per motivi sanitari (salmonellosi). D'altra parte, il commercio di "testuggini palustri" non si è bloccato, perché altre specie (p.e., appartenenti al genere Graptemys) sono state immesse sul mercato. L'effetto finale comunque non è cambiato: si tratta di grandi quantitativi di testuggini alloctone (cioè, di provenienza non italiana) che vengono annualmente importate sul nostro territorio.
Dunque, la prima cosa da dire è che tali animali - non essendo originari del nostro territorio - non dovrebbero mai essere rilasciati in natura. Purtroppo ciò è avvenuto tantissime volte ed esemplari di queste specie si possono trovare un po' ovunque in Italia.
Talora sembra che la loro presenza e il loro comportamento (sono particolarmente aggressive) vadano a discapito della sempre più rara testuggine palustre europea (Emys orbicularis) che patisce la competizione con queste specie americane.
Dunque, in generale, chi decide di allevare questi rettili dovrebbe garantirne sempre la permanenza in acquari casalinghi, anche quando la loro dimensione aumenta e non sono più facili da tenere nelle classiche tartarughiere di piccole dimensioni. Peraltro, se si dispone di un giardino recintato con vasca è possibile prevedere il loro allevamento all'aperto. L'importante è che le testuggini non possano uscire e andare a colonizzare corpi d'acqua naturali. Circa la loro possibilità di acclimatazione all'aperto ciò è senza dubbio possibile. Come si è detto in molte zone della Penisola vi sono testuggini rinselvatichite, che in alcuni casi arrivano anche a riprodursi. Quindi, da un punto di visto termico, esse sono in grado di adattarsi alle nostre regioni. Meglio rilasciarle nella vasca all'aperto all'inizio della stagione estiva, in modo che possano adattarsi con maggiore facilità. All'arrivo dell'inverno è opportuno che gli animali possano disporre di un abbondante strato di terra e di fango ove poter trascorrere il periodo di latenza invernale (definito talora letargo). Se ciò non fosse possibile si consiglia di ritirare gli esemplari in ambienti moderatamente riscaldati per far loro trascorrere l'inverno.