Questo è avviene per la mancanza di particelle solide attorno alle quali possano formarsi i cristalli (nucleazione). La spiegazione più accreditata dell'effetto Mpemba è che il grado di sovraraffreddamento è maggiore nell'acqua inizialmente più fredda che nell'acqua inizialmente più calda. L'acqua inizialmente più calda inizia a congelare a una temperatura maggiore (è meno sovraraffreddata) ma una parte minore del ghiaccio apparentemente congelato è solido e vi è una considerevole quantità di acqua liquida intrappolata nel ghiaccio.
L'acqua inizialmente più fredda congela ad una temperatura minore in una maggiore quantità di ghiaccio solido con meno acqua liquida inclusa; la temperatura minore consente una nucleazione più intensa e una crescita più rapida dei cristalli. Se la temperatura di congelamento è tenuta attorno a –6°C allora l'acqua inizialmente calda inizia a congelarsi prima. A mano a mano che il congelamento prosegue, l'acqua inizialmente fredda congela completamente in ghiaccio solido sempre prima del completo congelamento dell'acqua inizialmente calda. L'intervallo di tempo nel quale coesistono la fase liquida e la fase solida inizia prima per l'acqua inizialmente calda ma termina dopo l'istante nel quale l'acqua inizialmente fredda si è completamente trasformata in ghiaccio. In ogni caso il tempo che impiega l'acqua inizialmente fredda a trasformarsi completamente in ghiaccio è più breve di quello che impiega l'acqua inizialmente calda a diventare tutta ghiaccio solido.
Un sito in rete che fornisce numerose informazioni sulle proprietà dell'acqua è
Un articolo che descrive misure del sovraffreddamento dell'acqua è
Supercooling and the Mpemba effect: When hot water freezes quicker then cold, David Auerbach, American Journal of Physics Vol.63,pg.882-885 (1995).
Un testo divulgativo sull'acqua è H20 una biografia dell'acqua, R.Ball Rizzoli (2000).