Perché un oggetto più è distante e più sembra lento, fin quasi a sembrare fermo, come nel caso delle stelle?
Non a caso è molto difficile rendersi conto di un moto che avviene lungo la linea di vista: percepiamo un tale moto solo qualora ci rendiamo conto che le dimensioni dell'oggetto variano (aumentano se l'oggetto si avvicina e si riducono se si allontana). Per rendersene conto potremmo realizzare un esperimento ideale: immagina di avere un palloncino in allontanamento su uno sfondo neutro, senza punti di riferimento. Immagina poi che mano mano che il palloncino si allontana venga gonfiato in modo tale da far si che le sue dimensioni apparenti non varino. Ebbene, in tal caso il palloncino ci sembrera' rimanere fermo nonostante che si sia allontanato.
Nel caso di moto trasversale, le cose sono più semplici e possiamo rilevare più facilmente il moto, ed esempio perché siamo costretti a voltare la testa, o semplicemente perche' appreziamo la variazione di distanza dell'oggetto rispetto ad alcuni punti di riferimento fissi (ad es. una casa o una montagna sullo sfondo). Noi percepiamo lo spostamento, non la velocità. A parità di velocità, un oggetto più lontano ci sembra più lento semplicemente perché si sposta di meno rispetto ai punti di riferimento fissi.
E qui veniamo al caso delle stelle.
Benché esse abbiano velocità dell'ordine di qualche decina-centinaia di km/sec (velocità enormi se paragonate a quelle a cui siamo abituati sulla Terra), il loro moto non è apprezzabile ad occhio nudo. Questo perché, in virtù della loro enorme distanza, la variazione di posizione sulla sfera celeste è molto piccola.
La situazione è ben diversa se consideriamo i pianeti. Anch'essi hanno velocità dell'ordine di qualche km/s, però la loro vicinanza alla Terra fa si che sia possibile scorgerne il moto qualora l'osservazione venga prolungata per un periodo di tempo sufficientemente lungo (qualche ora).