Scienza, fantascienza e superstizione

curiosita060813
Vorrei avere delle teorie e citazioni su relazioni e differenze tra scienza,fantascienza e superstizione
Maddy Poss
10 novembre 2005
La scienza è un'attività culturale umana finalizzata al superamento dell'opinione individuale. In altre parole la scienza è alla ricerca di affermazioni che non siano credenze soggettive, ma possano essere condivise da chiunque, dotato di ragione, ricerchi onestamente la verità. Questo requisito che deve essere soddisfatto dalle affermazioni scientifiche può essere definito intersoggettività o accordo intersoggettivo.

Allo scienziato, in sostanza, interessa che si sia tutti d'accordo che le cose vadano in un certo modo; questo basta per formulare una teoria.

Questa frase, del noto fisico e filosofo della scienza Giuliano Toraldo di Francia, esprime bene il concetto di accordo intersoggettivo (G. Toraldo di Francia, Errori e miti nel concetto comune di scienza, in AA. VV., Pensiero scientifico e pensiero filosofico, Muzzio, Padova 1993).

Il primo criterio di intersoggettività che l'umanità ha scoperto è stato il ragionamento logico matematico. Gli antichi Greci diedero straordinari contributi alla matematica inventando il concetto di dimostrazione. Se si assumono per veri certi presupposti e si attua un procedimento deduttivo corretto, nessuno può non essere d'accordo con le conclusioni raggiunte.  questa l'essenza del cosiddetto metodo assiomatico, mirabilmente codificato in campo logico da Aristotele e rigorosamente applicato in campo matematico da Euclide nei suoi celebri Elementi.

Il secondo criterio di intersoggettività fu trovato dall'umanità molto più tardi. Si tratta dell'osservazione sperimentale dei fenomeni. Com'è noto esso venne introdotto in modo sistematico nel Seicento soprattutto da Galileo che inventò, in tal modo, una nuova forma di conoscenza non filosofica della realtà. Di fronte a un'evidenza empiricamente rilevabile nessuno può non essere d'accordo con i fatti osservati. Tale constatazione è così palese da apparire quasi banale. Tuttavia è sufficiente ripercorrere la biografia di Galileo per rendersi conto delle difficoltà che questo secondo criterio di intersoggettività ha dovuto affrontare prima di riuscire ad imporsi.

Per sua natura la scienza non produce affermazioni certe e immutabili, ma produce comunque conoscenze che, sia pure in continua evoluzione, rappresentano quanto di più attendibile si possa dire relativamente alla realtà materiale. L'attendibilità delle affermazioni scientifiche è confermata dalla sua indubbia efficacia pragmatica. Le conoscenze che la scienza elabora consentono infatti all'uomo di dominare la realtà non solo dal punto di vista teorico ma anche da quello pragmatico. In altre parole la scienza non ha soltanto un potere esplicativo ma possiede anche capacità predittive che consentono all'uomo di manipolare la realtà, prevedendone le conseguenze.

La fantascienza, al contrario, è un tipo di narrativa che estrapola alcuni risultati della scienza e della tecnologia, prospettando scenari futuri non ancora realizzati in pratica. Nella scienza le intuizioni e le ipotesi degli scienziati devono costantemente confrontarsi con la realtà. Nella fantascienza invece la fantasia degli autori non ha limiti, se non quelli dettati dalla logica e dalla coerenza interna. La buona fantascienza, pur dovendo necessariamente immaginare situazioni non reali, deve comunque presentare un certo grado di plausibilità. In altre parole deve prospettare scenari non ancora esistenti, ma che potrebbero in qualche modo esistere in epoche o luoghi differenti da quelli in cui viviamo. Pur essendo due cose profondamente diverse, scienza e fantascienza non sono necessariamente in contrasto: prova ne è che anche illustri scienziati si sono dedicati, più o meno per diletto, a opere di fantascienza. Due esempi particolarmente significativi sono stati Isaac Asimov, grandissimo autore di fantascienza nonché illustre biochimico, e Carl Sagan, grande astronomo e fortunato autore di opere di fantasia come Contact, da cui è stato tratto anche l'omonimo film interpretato da Jodie Foster.

Se scienza e fantascienza possono andare d'accordo, diverso è il discorso sulla superstizione. Per definizione una superstizione è una credenza nei confronti della realtà materiale che non trova però alcun riscontro nelle conoscenze scientifiche. Essa si basa esclusivamente su pregiudizi di tipo emotivo ed è completamente priva di qualsiasi base razionale. Il contrasto con la scienza è dunque inevitabile. Le superstizioni rappresentano un inutile condizionamento psicologico che può influire in modo fortemente negativo sulla qualità della vita, sul comportamento e sulle scelte dei singoli individui e delle società. Purtroppo, nonostante il progresso scientifico, le superstizioni sono tuttora diffuse e, qual che è peggio, riemergono spesso in modo mascherato nell'ambito delle cosiddette pseudoscienze, ovvero quelle discipline che vorrebbero presentarsi come scientifiche, ma che sono ben lungi dal possedere i requisiti tipici della scienza. Per un approfondimento sul tema delle pseudoscienze, rimando il lettore al mio articolo Scienza, pseudoscienza e irrazionalità, disponibile nella Biblioteca dei 500 di Ulisse.

Silvano Fuso Istituto Tecnico Commerciale e Industriale "Primo Levi"

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