Il colore delle cose del mondo

Ma tutte le cose del mondo hanno un colore? (ho sei anni!)
Amrit Beran
4 ottobre 2005
Rispondere a un bimbo di sei anni è un grande onore, anche se può rivelarsi molto difficile, visto che certi termini, diciamo così tecnici, gli risulterebbero incomprensibili. Premetto che non si dovrebbe dire che le cose hanno un colore, ma solo delle proprietà fisiche (caratteristiche di ciascun oggetto o sostanza) tali che la luce da essi ricevuta e riflessa verso il nostro occhio provoca nel nostro cervello una ben determinata sensazione. È questa sensazione che noi appunto chiamiamo colore.

In questo senso, quindi, tutte le cose presentano un colore, purché nei colori includiamo anche il bianco e il nero. In realtà il bianco corrisponde all'aspetto di quelle cose che riflettono verso il nostro occhio tutte le componenti della luce del sole (quelle che l'arcobaleno pone in evidenza), proprio tutte senza eliminarne alcuna: un foglio di carta da lettere per esempio, o la farina. E il nero corrisponde all'aspetto di quelle cose che invece assorbono qualsiasi tipo di luce cada su di esse, senza inviarne quindi al nostro occhio (un pezzo di carbone ci va molto vicino). Senza colore sarebbero soltanto gli oggetti perfettamente trasparenti, come a noi appaiono l'acqua, il vetro e così via. Ma anche in questo caso l'assenza di colore è solo apparente: se lo strato d'acqua o di vetro è abbastanza spesso, esso acquista una colorazione, azzurrina nel primo caso, verdastra nel secondo.

Ciò perché un po' di luce, seppure debolmente, viene assorbita, ossia non emerge sul lato opposto a quello da cui è entrata. E ciò può avvenire con preferenza per talune componenti della luce rispetto ad altre. Tanto è vero che nella profondità degli oceani, a chilometri e chilometri di profondità, dove tutta la luce risulta assorbita, si ha l'oscurità completa, ossia il nero. E ciò sarebbe vero anche per uno spessore chilometrico di qualsiasi altra sostanza trasparente, sia essa vetro, plexiglas, alcool, perché dove non arriva luce il nostro cervello non ha modo di provare alcuna sensazione, quindi percepisce tutto come nero.

Andrea Frova Dipartimento di Fisica, Università di Roma "La Sapienza"

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