Tuttavia questa percezione geocentrica non è la più adatta a descrivere il moto di rotazione della Terra, come non è adatta a descrivere il moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole. Il fatto che noi stiamo sulla Terra non ci permette una visione diretta del suo moto. Non a caso per lunghi secoli nella storia dell'umanità la Terra è stata considerata immobile. Per meglio capire come si è generata la rotazione terrestre e quale sia il suo senso di moto, bisogna compiere uno sforzo di astrazione e immaginare la Terra come corpo orbitante attorno al Sole. In quest'ottica non ha senso parlare di ovest ed est.
Quello che conta è in quale senso avviene la rotazione rispetto al moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole. Si parla di rotazione prograda quando il senso è concorde (in termini più specifici: quando il vettore momento angolare orbitale della Terra ha la stessa direzione di quello del momento angolare di rotazione); mentre di rotazione retrograda quando le due rotazioni avvengono in senso discorde (ovvero quando i due vettori momento angolare sono discordi). La rotazione della Terra è prograda.
La domanda si dovrebbe dunque scrivere:
Perché la rotazione della Terra è prograda?
Il problema della rotazione della Terra è estremamente complesso. È infatti direttamente legato al processo che ha portato alla sua formazione (per maggior dettaglio leggere la risposta alla domanda Perché la Terra ruota?).
Durante la sua formazione, la Terra urtava continuamente con i cosiddetti planetesimi. Ogni urto impartiva alla Terra una rotazione (come quando due palle da biliardo si scontrano di striscio). Il valore finale e il senso di rotazione della Terra sono il risultato di tutti questi urti.
Questo processo è stato studiato in dettaglio tramite simulazione numeriche, anche se rimangono ancora alcuni aspetti da essere analizzati. Bisogna dire che il risultato di queste simulazioni non è univoco, ma esistono una varietà di soluzioni al variare dei parametri che entrano in gioco come l'eccentricità dei planetesimi o la loro distribuzione nello spazio. È stato dimostrato che in condizioni tipiche un pianeta come la Terra avrebbe potuto acquisire sia una rotazione prograda che retrograda. Tuttavia risultati più recenti, che utilizzano una nuova distribuzione spaziale dei planetesimi attorno alla Terra, indicano una preferenza per rotazioni prograde, come effettivamente osservato per la Terra.
Per concludere è interessante notare che non tutti i pianeti rocciosi sono progradi, proprio come le simulazioni numeriche prevedono. Venere è infatti retrogrado: se ci trovassimo sulla sua superficie vedremmo il Sole e le stelle andare in senso opposto.