Tecnologia e fantascienza

letteraturaEScienza051116

Caro Ulisse, in che modo l'uomo ha superato la fantascienza attraverso la tecnologia?

Gianluca Fanucchi
30 settembre 2005
Dire che l'uomo ha superato la fantascienza non è esatto: in certi campi ciò è avvenuto o sta avvenendo, in altri no. Elencare i campi in cui la tecnica ha superato (o non ha superato) la fantascienza non è facile, perché i due elenchi sarebbero lunghissimi.

Mi limito a segnalare, nel primo elenco: internet e alcuni settori delle biotecnologie; nel secondo: i viaggi intergalattici e i robot umanoidi intelligenti.

C'è da osservare, peraltro, che ogni volta che la tecnica produce un risultato importante la fantascienza se ne impadronisce subito e lo elabora in modi a volte interessanti a volte discutibili: ciò è avvenuto con la realtà virtuale e con la simulazione e, anche, con internet: queste invenzioni hanno dato la stura a vere e proprie saghe i cui protagonisti sono mondi alternativi, fatti di pura informazione, in cui vivono creature virtuali che tuttavia hanno la possibilità di interagire con il nostro mondo (si veda il film Matrix per esempio).

Quindi il rapporto tra tecnologia e fantascienza è piuttosto complesso e non si può dire che una sia madre dell'altra. Ma questa è la situazione odierna. In passato, diciamo a partire dall'Ottocento, con i romanzi di Giulio Verne, la fantascienza era decisamente più avanti. Verne stesso anticipò un numero impressionante di dispositivi che poi furono costruiti dagli ingegneri. Si può quindi dire che la fantascienza è stata una forte catalizzatrice di invenzioni e di ritrovati tecnici, anche se non tutto ciò che si può immaginare si può anche realizzare! Ma la tecnica è sostenuta da una retroazione positiva, nel senso che più numerose sono le invenzioni attuate più è facile inventare qualcosa di nuovo. È una sorta di effetto valanga, o di facilitazione. Almeno così è avvenuto negli ultimi decenni.

Nella fantascienza, a quanto pare, le possibilità di immaginazione non seguono questa legge, e sono rimaste più o meno costanti nel corso degli ultimi decenni. Quindi, almeno in certi settori, la tecnica ha preso il comando, ma allo stesso tempo, come ho detto, ha consentito altri voli alla fantasia di scrittori e cineasti. Quindi l'una e l'altra si spingono a vicenda. La fantascienza, lungi dall'essere un passatempo ozioso (sia per chi scrive sia per chi legge), è un vero e proprio laboratorio virtuale di idee e di suggerimenti: anche se non sempre è possibile seguirli, essi stimolano la fantasia dei costruttori, e la fantasia è l'ingrediente forse principale della creatività e dell'innovazione. Ciò non toglie che, dal punto di vista letterario, molti libri di fantascienza siano piuttosto scadenti, ma hanno lo stesso successo, perché contengono idee affascinanti. (Non tutti amano la fantascienza: in particolare le donne, in genere, non la considerano un genere letterario attraente).

Un'ultima osservazione: i libri e i film di fantascienza non hanno per oggetto solo i dispositivi e le invenzioni tecniche: molti di essi affrontano problemi sociali, psicologici e antropologici, indagando sulle possibili condizioni dell'umanità (e non solo) e degli individui in un mondo possibile. Questi scenari sono a volte idilliaci, a volte terribili, ma ancora una volta si tratta di contributi che fanno riflettere e che contribuiscono all'elaborazione delle nostre possibilità per un futuro sempre più rapido, sempre più entusiasmante e sempre più minaccioso.

Giuseppe O. Longo Dipartimento di Elettrotecnica Elettronica Informatica (DEEI), Università di Trieste

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