Questa alternanza di campi elettrici e magnetici che si propagano nello spazio prende il nome di "onda elettromagnetica" e, anche se non visibile direttamente, è un fenomeno ben reale e concreto del quale si può avere indicazione quando, in prossimità di un fulmine, si sente un rapido gracidio nelle radio accese. Anche i segnali radiofonici, infatti, non sono altro che onde elettromagnetiche e il gracidio è proprio la "traduzione sonora" dell'onda elettromagnetica associata al fulmine.
Nel caso riportato dalla domanda quello che accade è che il campo elettrico prodotto dai fulmini, per qualche ragione -per essere più precisi bisognerebbe vedere la stanza in questione- induce un accumulo di cariche elettriche tale da dare origine a una nuova scarica elettrica (scintilla).
Curiosamente questo meccanismo è stato anche quello che ha permesso di scoprire l'esistenza delle onde elettromagnetiche. Fu Hertz che, nel 1886, mentre era docente al Politecnico di Karlsrhue facendo degli esperimenti con un rocchetto di Ruhmkorff (un trasformatore) durante una lezione si accorse che le scintille prodotte dal dispositivo inducevano scintille tra le estremità di un anello metallico tagliato posto non distante dal rocchetto ma da questo scollegato. Aldilà dell'interesse scientifico sarebbe consigliabile verificare il motivo per cui nella stanza in questione i fulmini riescono ad indurre un accumulo di carica tale da originare scintille.