Quando si sente un'eco

Salve, io sto studiando il fenomeno del suono. Vorrei sapere con quale criterio si crea l'eco, perché in alcuni ambienti si sente e in altri no. Che cosa distingue i due casi?
Nicola Crimaco
21 settembre 2005
Un veloce controllo in internet permette di trovare molti siti che danno ampie risposte.

Ad esempio in http://it.wikipedia.org/wiki/Eco_(fisica) si trova una risposta essenziale e completa:

Eco è un fenomeno prodotto dalla riflessione di onde sonore contro un ostacolo che vengono a loro volta nuovamente "percepite" dall'emettitore più o meno immutate e con un certo ritardo rispetto al suono diretto. Tale ritardo non dev'essere inferiore a un decimo di secondo. Al di sotto di tale valore non si può più parlare di eco ma di riverbero (un tipico esempio di riverbero è quello prodotto in una stanza dalla riflessione di onde sonore sulle pareti perimetrali). Si parla propriamente di eco quando le singole riflessioni dell'onda sonora sono percepite distintamente dall'ascoltatore.

In termini più generali, l'eco può essere definito come un onda che viene riflessa da una discontinuità nel mezzo di propagazione, e che ritorna con un'intensità e un ritardo sufficienti per essere percepita. Può essere "utile" (come nei sonar) o "indesiderata" (come nei sistemi telefonici). Si ha riverbero quando l'onda incidente si confonde nell'orecchio dell'ascoltatore con l'onda riflessa, mentre si ha eco quando le due onde risultano distinte.

Perché si formi l'eco è necessario che la distanza tra la sorgente sonora e l'ostacolo sia di almeno 17 metri. Come arriviamo a questo calcolo? Il suono si propaga nell'aria a 20 gradi centigradi a circa 340 metri al secondo. Per distinguere con chiarezza due suoni è necessario che essi distino tra loro almeno un decimo di secondo. Tale intervallo di propagazione in aria corrisponde alla distanza di 34 metri, cioé 17 metri dalla fonte sonora all'ostacolo e 17 per il percorso inverso. Se la distanza è inferiore a 17 metri si ha il riverbero.

Oppure in http://www.paciolo.com/rumore/il_suono.htm: Un esempio di riflessione delle onde sonore è il fenomeno dell'eco che si verifica quando un osservatore emette un suono trovandosi di fronte ad un ostacolo in grado di riflettere le onde incidenti, per cui percepisce lo stesso suono due volte (l'onda diretta e quella riflessa). Il verificarsi dell'eco è comunque vincolato alla capacità dell'orecchio umano di separare due impulsi sonori in successione. Questa capacità si chiama "potere separatore" ed è dell'ordine di un decimo di secondo.

Poiché la velocità del suono nell'aria è circa 340 metri al secondo, in un decimo di secondo il tratto percorso è 34 metri , per cui il fenomeno ha luogo solo quando la parete riflettente è posta a una distanza minima di 17 metri dall'osservatore, tenuto conto che il suono deve percorrere il cammino in andata e ritorno, prima di arrivare di nuovo all'orecchio. Se questa condizione non è soddisfatta si ha il fenomeno del rimbombo (sovrapposizione di suoni).

Altri riferimenti ancora si trovano in http://www.focus.it/dr/ 5103_14_9_27.asp?Npag=1 e in http://www.sapere.it/gr/ ArticleViewServletOriginal?otid=GEDEA_eco&orid= OMNIA_012631&odo=LinkToFree.

Giacomo Torzo ICIS-CNR, Università degli Studi di Padova

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