Per quanto concerne la clonazione umana, quanto oggi è lecito? Quali sono i dibatti bioetici a riguardo?
Questa tecnica porta alla formazione di uno zigote ricostituito (l'equivalente della cellula che si forma quando lo spermatozoo si fonde con l'oocita). Se lo zigote si sviluppa in provetta e poi viene trasferito in utero si può giungere alla nascita di un nuovo individuo: clonazione riproduttiva.
Si tratta di una pratica esplicitamente fuori legge in tutti i paesi, con vari gradi di pene, in Italia sono dieci anni di galera e la interdizione perpetua dai pubblici uffici. In poche parole è un crimine, in tutti i paesi. Se lo zigote si sviluppa in provetta e poi quando si è allo stadio di alcune decine di cellule viene disaggregato, si parla di clonazione terapeutica, per ottenere cellule staminali.
Il pianeta è spaccato in due nel ritenere lecita o illecita questa pratica: Italia, Austria, Germania ed Irlanda sono i capofila del NO ad oltranza (anche se in germania il dibattito si sta facendo più incisivo al riguardo con importanti cariche istituzionali che si sono dichiarate a favore). Regno Unito, Spagna, Belgio, Singapore, SudCorea, Australia ed Israele sono i capofila del SI, sotto controllo di una autorità che di volta in volta acconsente o nega il permesso per svolgere ricerche sulla clonazione terapeutica. In effetti siamo ancora a livello ricerca, mentre le staminali somatiche sono già impiegate in alcune terapie. Negli USA non si può fare nulla con i fondi pubblici, è permesso fare ciò che si desidera nella ricerca con fondi privati. Il dibattito etico ruota attorno alla definizione di embrione ed al suo statuto, come ben si è visto in Italia in occasione del referendum sulla legge 40.
Secondo il punro di vista dei cattolici non è permesso fare nulla che possa suscitare anche solo il dubbio che l'embrione, in qualunque fase del suo sviluppo, venga compromesso nella sua potenzialità di divenire un nuovo individuo. Altri credi religiosi, anche cristiani, non hanno questa visione e ritengono che si debba bilanciare questa protezione con il raggiungimento di un fine di "bene" per chi è già persona e soffre e può trarre beneficio da queste ricerche.