Finita la scuola mi ero imposto di fare ripetizione a mia figlia che ha frequentato la quarta elementare, aiutandola a colmare alcune lacune di matematica e geometria. Fino a ora tutto bene, ma al momento di ripassare le "banali" divisioni a 2 e 3 cifre, mi sono reso conto di non riuscire a esplicare uno schema semplice da adottare per la determinazione del quoziente. Ecco un esempio: 325:25. Per un adulto è mnemonico dire che il 25 nel 32 ci sta una volta, ma come fare a farlo capire e calcolare a una bambina di 10 anni che non ha ancora dimestichezza con tabelline che superano quella del 10?
Questi calcoli devono essere svolti però dal bambino con scioltezza e velocità, altrimenti il bambino si disorienta e dimentica il compito che deve svolgere (in questo caso, la divisione 325:25) e naturalmente si inceppa e sbaglia (la spiegazione del perché di tutto ciò sta in un ben noto modello del funzionamento della nostra mente nell'elaborazione delle informazioni).
Il mio consiglio è, quindi, prima di passare al calcolo con l'algoritmo scritto, di sviluppare le capacità di calcolo mentale di sua figlia, in sintonia con quella che è ormai una tendenza della didattica della matematica in campo mondiale: occorre che il bambino abbia "il senso del numero" e ciò sembra che si acquisisca soprattutto manipolando i numeri con la mente, per l'appunto con il calcolo mentale, che richiede la messa in opera di varie strategie (meglio se inventate dal bambino stesso). Da ciò seguirà la fase di memorizzazione delle stesse tabelline, che è bene nascano da questa fase di scoperta e non vengano imposte dall'insegnante facendole studiare a memoria in modo acritico.