Dove sono finiti gli extraterrestri di una volta?

Caro Ulisse, sono curioso di sapere perché, fino ad alcuni anni fa (1950-1970) si parlava molto di avvistamenti di extraterrestri e adesso si sente a malapena qualche notizia, neanche troppo eccitante, a riguardo.

Fabrizio Celoni
6 settembre 2005
Intanto non tutti sono persuasi della veridicità dei racconti fatti dagli avvistatori, ma se questi racconti fossero veri, allora la risposta potrebbe dividersi in alcune sottorisposte. Ricordo che Carl Gustav Jung in un libriccino intitolato Di cose che si vedono nel cielo avanzava una spiegazione psicologica per gli avvistamenti: una sorta di allucinazione collettiva (anche se in realtà molto limitata...) dovuta alla preoccupazione e all'angoscia dei tempi: si cercava cioè una salvezza in alto, visto che qui in basso le cose andavano tanto male.

Non è che ora le cose vadano molto meglio, anzi... Se il fenomeno è "oggettivo" e non "soggettivo", sia pure di massa, cioè se gli avvistamenti sono dovuti a una curiosità reale di extraterrestri reali, allora può darsi che la loro curiosità sia stata soddisfatta, oppure che siano rimasti disgustati dl nostro comportamento (che di fatto è piuttosto disgustoso) e che ci abbiano voltato le spalle infine, se gli oggetti avvistati sono di origine terrestre, tipo l'"altra" grande potenza che costruisce armi straordinarie e veicoli inimmaginabili per sferrare un attacco micidiale al momento opportuno, può darsi che la fase sperimentale sia terminata e che da un momento all'altro ci si possa attenedere una mazzata... solo che ora di grandi ptenze ne è rimasta una sola...

Giuseppe O. Longo Dipartimento di Elettrotecnica Elettronica Informatica (DEEI), Università di Trieste

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