Prevedere le aurore boreali

È possibile prevedere l'arrivo di un'aurora boreale? È possibile osservare questo fenomeno in Italia? Se sì, quando sarà possibile osservare la prossima aurora?
Beth Palmer
2 settembre 2005
Le aurore polari (boreale per l'emisfero Nord e australe per l'emisfero Sud) sono una delle manifestazioni dell'interazione tra fenomeni che avvengono sul Sole, come brillamenti ed emissioni esplosive di gas coronale (CME), e la Terra. Le aurore polari vengono osservate più frequentemente negli anni e mesi di maggiore attività solare e appaiono come una corona luminosa collocata sopra i poli geomagnetici della Terra.

In linea di principio è ormai possibile prevedere la probabilità di un evento di aurora polare con una certa precisione. La catena di fenomeni che porta a una aurora è infatti conosciuta, almeno nelle sue grandi linee. I fenomeni solari citati, brillamenti e CME, determinano l'emissione di particelle elettricamente cariche che attraversano lo spazio interpalnetario e giungono, guidate dal campo magnetico terrestre, sino all'alta atmosfera polare. Qui le particelle eccitano gli atomi presenti che riemettono energia sotto forma di onde elettromagnetiche che si presenta in diverse forme e colori. Il processo è simile a quello che ha luogo negli ordinari tubi luminosi al Neon.

Il fenomeno aurorale è quindi legato alla posizione dei poli geomagnetici e, di conseguenza, per osservarlo è necessario trovarsi a latitudini alte. In Italia l'osservazione di aurore polari è stata riportata solo in casi eccezionali, come nel marzo del 1989 e nel luglio del 2000, in corrispondenza di due fortissime perturbazioni magnetiche (tempeste) osservate sulla Terra.

Non è possibile prevedere con esattezza quando saranno visibili aurore alle nostre latitudini, perché il fenomeno solare e le successive fasi che portano all'aurora, devono essere molto rilevanti per far sì che il fenomeno arrivi a essere osservato alle latitudini medie italiane. Comunque è ragionevole aspettarle nei periodi di massima attività solare e quindi le prossime aurore saranno ragionevolmente più frequenti intorno al 2010-2011, prossimo massimo di attività.

A chi fosse veramente interessato, consiglio un viaggio in Norvegia settentrionale d'inverno, quando le lunghe notti facilitano l'osservazione di aurore.

Antonio Meloni Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Roma

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