Vediamo in parrticolare la deghrazdazione delle proteine, che non sono tutte uguali dal punto di vista del valore energetico, e quindi è meglio parlare di aminoacidi essenziali: aminoacidi indispensabili, presenti in una proteina alimentare capace di assicurare un normale accrescimento e lo svolgimento delle altre funzioni fisiologiche. In altre parole, si definisce essenziale un aminoacido che non può essere sintetizzato dall'organismo in quantità tali da assicurane il normale accrescimento; gli aminoacidi che possono essere prodotti in quantità sufficiente non sono indispensabili, e la loro mancanza nella razione alimentare non comporta alcuna alterazione. Per quanto riguarda i ruminanti, si può affermare che essi sono, entro certi limiti, liberi dal ricevere nella razione alimentare, gli aminoacidi indispensabili in quanto la microflora batterica ruminale, decomponendo la maggior parte delle proteine presenti nell'alimento vegetale, provvede alla sintesi di aminoacidi e delle proteine batteriche (delle vere e proprie proteine di origine animale), utilizzando non solo gli aminoacidi contenuti nei foraggi, ma anche composti amidici, urea ed azoto ammoniacale (derivati dal metabolismo ruminale).
Quindi, riassumendo, non è importante il tipo di proteina, ma il loro valore biologico (contenuto in aminoacidi essenziali). Ciò vale per gli erbivori e per gli onnivori (uomo compreso). Per questi ultimi, però, la mancanza di una microflora attiva, non permette di sfruttare a pieno il valore biologico delle proteine vegetali, che resta così inutilizzato.