Con specifico riferimento alla protostoria in territorio italiano va sottolineato che vari aspetti connessi alla cottura della ceramica (e quindi non solo relativi al tipo di combustibile impiegato) non sono stati ancora del tutto chiariti. Si sa che era state usate fornaci di vario tipo, chiuse o a cielo aperto, ma talvolta gli scavi portano alla luce resti di strutture ricche di carbone, chiamate pirotecnologiche, la cui funzione non è stata ancora definita con certezza: forni per la cottura della ceramica? strutture per l'essiccazione? Vani adibiti alla conservazione di cibo accidentalmente incendiatisi?
Va inoltre tenuto presente che talvolta per cuocere i vasi veniva costruita sopra di essi una catasta di legna che veniva incendiata. Di fatto il risultato di tale processo (oltre, ovviamente alla cottura dei vasi) è legno combusto che nelle aree più interne della catasta, a causa dell'ambiente riducente, diventa ciò che comunemente definiamo carbonella. In conclusione sembra lecito affermare che al momento mancano prove certe dell'uso di carbonella come combustibile per la cottura di ceramica nella protostoria italiana, ma ciò non significa che non sia mai stata usata.