Sarebbe possibile modificare geneticamente la soia in modo tale da renderla ricca di ferro e vitamina B12? In questo modo potrebbe essere utilizzarla come sostitutivo della carne animale.
L'utilizzo della soia e la contemporanea assunzione di legumi e carboidrati complessi aumenta il valore biologico delle proteine. L'olio di soia, in particolare, è ricco di acidi grassi insaturi e non contiene colesterolo. La soia è inoltre una buona fonte di calcio, ferro, zinco, fosfato, magnesio, vitamina B4 e folato e di ben otto aminoacidi essenziali che sono necessari per l'alimentazione umana ma non vengono prodotti in modo naturale all'interno del corpo. Per quel che riguarda la carenza di vitamina B12, questa è particolarmente significativa nella dieta vegana. Le fonti di questa vitamina, infatti, sono solo animali.
I primi sintomi di una carenza sono l'anemia perniciosa (caratterizzata dalla formazione di globuli rossi di dimensioni anormali), vertigini, difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, debolezza. Per via delle scorte che il nostro organismo ha di questa vitamina i sintomi di carenza compaiono non prima di 2/3 anni di dieta del tutto priva. Una modalità per affrontare la ridotta assunzione di vitamina B12 può essere quella di utilizzare latte di soia integrato da B12.
Entrando nel merito della domanda che riguarda la possibilità di modificare geneticamente la soia in modo tale da renderla ricca di ferro e vitamina B12, esistono sicuramente esempi di alimenti le cui caratteristiche nutrizionali possono essere modificate tramite le tecniche di ingegneria genetica ma nessuna finora ha riguardato il ferro o la vitamina B12.
Alcuni esempi sono:
- Mais, fagioli di soia e semi di colza: riduzione del contenuto di grassi saturi negli oli da cucina derivati da queste piante.
- Patate e mais più ricchi di amido e con meno acqua. Le patate contenenti maggiori quantità di amido assorbono meno olio durante la frittura, per cui le patatine fritte sono più leggere e più sane.
- Sarebbe inoltre possibile coltivare pomodori, zucche e patate contenenti maggiori quantità di sostanze nutritive quali le vitamine C ed E e il betacarotene.
Il Golden Rice, per esempio, è una varietà di riso transgenico in cui è stato inserito il gene per la sintesi del beta-carotene. I ricercatori hanno manipolato geneticamente una varietà da laboratorio di riso giapponese (Taipei 309, adatto al clima temperato dell'Europa piuttosto che a quello delle aree tropicali) introducendo una via metabolica per convertire in beta-carotene una parte di un precursore ormonale (geranyl geranyl difosfato) presente nel riso. Questa sostanza viene poi trasformata all'interno dell'organismo umano in vitamina A.
Questa pianta è stata ideata dai ricercatori dell'ETH di Zurigo e del'Università di Friburgo, nell'ambito di un progetto della Commissione Europea coordinata da Enea. Alcuni scienziati britannici hanno poi sviluppato una nuova varietà geneticamente modificata di golden rice, che produce ancora più beta-carotene, circa 20 volte più delle varietà precedenti. Lo studio è stato descritto sulla rivista Nature Biotechnology. Questo riso potrebbe aiutare a ridurre la deficienza di vitamina A e la cecità infantile nei paesi in via di sviluppo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno fino a 500.000 bambini diventino ciechi per la carenza di vitamina A.
Quando la varietà originale di Golden Rice, cinque anni fa, venne prodotta nei laboratori svizzeri, venne salutata da alcuni come una soluzione immediata a questo problema. Ma il riso non era in grado di produrre abbastanza beta-carotene da assicurarne la quantità necessaria ai bambini che ne mangiassero quantità normali. E a causa della diffidenza contro gli OGM, non è mai stata coltivata. La nuova varietà, sviluppata nei laboratori britannici della compagnia biotecnologia Syngenta, produce molto più beta-carotene. La Syngenta intende mettere gratuitamente a disposizione il riso per i centri di ricerca asiatici che, se i rispettivi governi daranno il via libera, potranno cominciare esperimenti di coltivazione.
Non tutti, però, sono convinti che il Golden Rice sia la migliore risposta alla carenza di vitamina A. Alcuni esperti di agricoltura e molti gruppi per l'ambiente sostengono che un'alimentazione più equilibrata costituisca una risposta migliore al problema delle carenze nutrizionali.