I miei recenti studi sul cervello sono incappati in alcune domande: che cos'è il circuito limbico? E poi l'ippocampo, zona in cui avviene la riproduzione neuronale, è presente solo nelle scimmie? Dove è situato?
Per esempio, l'ippocampo è una parte della corteccia cerebrale che non ha evoluto la caratteristica organizzazione a strati della cosiddetta neocorteccia (organizzazione che invece, nei mammiferi, e solo in loro, investe la maggior parte della corteccia) e ha un ruolo importante nella formazione di alcuni tipi di memorie. L'amigdala è un conglomerato di tessuti corticali e nuclei sottocorticali, e ha un ruolo nell'attribuzione, mediata dall'esperienza, della valenza emotiva agli stimoli sensoriali. L'ipotalamo è una parte cruciale del più primitivo sistema nervoso autonomo, che regola funzioni di base come la fame e la sete, il battito del cuore o l'eccitazione sessuale.
Come molte parti del cervello anche queste sono connesse fra loro e il loro trovarsi ai margini dei quattro lobi in cui era tradizionalmente suddivisa la corteccia cerebrale indusse il neurologo francese Broca, nell'Ottocento, a parlare di un quinto lobo limbico, e l'americano Papez ha definire un circuito che viene tuttora indicato spesso come circuito di Papez, anche se solo per dire che si tratta di una nomenclatura superata.
Per avere un'idea della posizione di queste strutture nel cervello si possono vedere le due illustrazioni brain, the limbic system sul sito www.driesen.com
Fra queste strutture l'ippocampo è una delle più affascinanti. Non è affatto presente solo nelle scimmie, tutt'altro. Una struttura analoga compare anche nei rettili e negli uccelli (nei quali viene più propriamente chiamato pallio mediale), ma nei mammiferi evolve un'organizzazione interna in più sottostrutture, che è appunto diversa da quella della neocorteccia e sostanzialmente identica in tutti i mammiferi a parte la scala. Una delle sottostrutture, il giro dentato, è nota per essere una delle pochissime regioni del cervello dove vengono generati nuovi neuroni (le cellule nervose) anche dopo le prime fasi dello sviluppo. Questa peculiarità ha sollevato grande interesse negli studiosi della rigenerazione neuronale (campo dalle importantissime valenze terapeutiche), ma il giro dentato e le altre parti dell'ippocampo hanno già un appassionato stuolo di studiosi che cercano di capirne non solo gli aspetti neurobiologici di base, ma anche come essi concorrano, con le loro reti neurali, a processi mentali superiori quali la formazione di memorie spaziali, episodiche, autobiografiche.
Infine nell'Ottocento si designava come ippocampo minore un rigonfiamento dei ventricoli che, a detta degli avversari di Darwin, si osservava solo negli umani e non nelle scimmie, a supposta smentita delle teorie evoluzioniste. Il rigonfiamento non ha niente a che vedere con l'ippocampo vero e proprio (di cui allora si ignorava comunque la funzione), e che sia meno cospicuo nelle scimmie è del tutto irrilevante: quella che è invece sorprendente è la grande somiglianza di tutte le strutture corticali non solo fra scimmie e umani, ma fra tutti i mammiferi. Si trattò insomma di una bufala, utile per ricordarci come solo nell'Ottocento le neuroscienze fossero ancora ad uno stadio simile a quello dell'astronomia 3000 anni fa. Sfortunatamente i grandi progressi degli ultimi 20 anni ci metteranno molto tempo prima di penetrare la coscienza del pubblico dei non specialisti.
Per maggiori informazioni consultare il sito www.sissa.it/~ale