Teoria per il Deep Impact

Per i calcoli necessari al viaggio di Deep Impact verso la cometa Tempel 1 è bastata la teoria newtoniana, o si è dovuto ricorrere alla teoria della relatività?

Giovanna Vignato
6 luglio 2005
Per il disegno delle traiettorie delle sonde interplanetarie la teoria newtoniana è ampiamente sufficiente. Il modello di forze che si utilizza tiene conto delle attrazioni gravitazionali dei pianeti secondo la teoria classica e di altre forze quali la pressione di radiazione solare.

Correzioni di piccola entità alla traiettoria così ottenuta sono tuttavia previste e si svolgono durante la missione: il procedimento di calcolo che le genera è noto come navigazione e si basa sulle osservazioni da Terra della posizione della sonda. In questo modo tutti gli effetti non contemplati dal modello di forze impiegato per generare la traiettoria vengono opportunamente corretti.

Elena Fantino Dipartimento di Astronomia, Università di Padova
Anche se la velocità relativa fra sonda e cometa (circa 10 km/s) può sembrare alta, è sempre molto piccola rispetto alla velocità della luce (circa 300.000 km/s). Inoltre il campo gravitazionale del Sole durante la traettoria è sempre molto basso, inferiore a quello presente nelle vicinanze dell'orbita terrestre. Quindi per i calcoli della traettoria la meccanica Newtoniana è stata più che sufficiente.
Gian Paolo Tozzi INAF, Osservatorio astrofisico di Arcetri, Firenze

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