Sono una insegnante di fisica di Palermo. Insieme ai miei colleghi del consiglio di classe stiamo organizzando il lavoro interdisciplinare Le donne nell'Ottocento e nel Novecento. Vorrei sapere dove potere reperire, in internet, informazioni dettagliate sull'argomento da un punto di vista scientifico.
Raccontare le storie delle donne è importante per molti motivi. Innanzitutto se le storie non vengono raccontate è come se non fossero mai avvenute. Inoltre raccontare le storie delle donne può contribuire a fornire uno stimolo per riflettere sulla scienza e sul mondo da un punto di vista più complesso e umano. Infine si contribuisce a fornire modelli migliori e stimonanti alle giovani generazioni: persone vere nelle quali identificarsi, persone che hanno compiuto imprese importanti anche a prezzo di fatiche immense. Questo vale soprattutto per le ragazze. Credo infatti che ancora oggi, a una bambina, quando nasce, non le si aprono le stesse possibilità di un maschio, a parità di condizioni sociali, economiche e geografiche. Parlo di prospettive di sviluppo e affermazione personale e professionale. Il suo orizzonte degli eventi è più ristretto. Non sono solo le leggi, le consuetudini, il fatto che le donne fanno e crescono figli ecc. a produrre questa disparità. Ma anche la percezione che le bambine hanno dentro di sé di quello che possono e non possono fare. In molti casi questa percezione può diventare il fattore predominante nella scelta della professione. E se anche non impedisce di intraprendere una strada tradizionalmente considerata non femminile, influisce comunque sull'atteggiamento verso il proprio lavoro e professione. Ci si sente più insicure, non si è mai abbastanza intelligenti, preparate, attente ecc.
Alla domanda “Che cosa farai da grande?” sono poche le ragazze che rispondono: la scienziata. Per incentivare la vocazione scientifica delle ragazze, per instillare una maggiore fiducia nelle proprie capacità, credo che uno dei metodi più efficaci sia quello di fare conoscere delle vere scienziate. Il racconto di vite vissute può essere un buon modo per avvicinare alla scienza le potenziali giovani scienziate. A questo proposito non possono non citare due collane dedicate a vite di donne famose, raccontate da un punto di vista personale: Sirene pubblicata dalle edizioni E.Elle di Trieste, e la collana Donne nella scienza della Editoriale Scienza.
Alcune donne da cui cominciare a raccontare le storie:
Maria Gaetana Agnesi (1718-1799) - matematica
Ada Byron, Lady Lovelace (1815-1852) – matematica informatica
Dorothy Crowfoot (1910-1994) – chimica (premio Nobel)
Marie Curie (1867-1934) – chimica (premio Nobel)
Rosalind Franklin (1920-1958) – biologa molecolare
Sophie Germain (1776–1831) – matematica
Maria Goeppert Mayer (1906 - 1972) – fisica (premio Nobel)
Grace Hopper (1906-1992) – matematica informatica
Sofija Kovalewskaija (1850-1891) – matematica
Barbara McClintock (1902–1992) – genetista (premio Nobel)
Lise Meitner (1868-1968) – fisica
Emily Noether (1882-1935) – matematica
Henrietta Swan Leavitt (1868-1921) – astronoma
Chien Shiung Wu (1912-1997) – fisica
Altri spunti si possono trovare nel libro Donne di scienza: 55 biografìe dall'antichità al duemila di Sara Sesti e Liliana Moro, Pristem - Eleusi, Università Bocconi, seconda edizione, Milano 2002
I siti da consultare a proposito di donne scienziate sono moltissimi. Ne cito solo alcuni in italiano.
Scienza e società in Europa: Le donne e la scienza ricco di riferimenti e documentazione
Libera università delle donne
WIF-Sito Web Italiano per la Filosofia: Donne e scienza, che raccoglie una sitografia utile
Associazione culturale «Donne e scienza»