La velocità delle navicelle spaziali

Come fanno le navicelle spaziali a misurare la loro velocità nel vuoto? Quale è il punto di riferimento fissato per la misurazione?

Francesco Ringa
16 giugno 2005
La domanda si riferisce evidentemetne alla fase orbitale durante la quale una navetta spaziale viaggia fuori dell'atmosfera e quindi non può usare sistemi aerobici come il classico tubo di Pitot.

In realtà su una nave spaziale in orbita ci si riferisce ancora alla Terra; e conoscendo la quota di volo, misurando la velocità angolare (per esempio un'orbita, ovvero 360 gradi di rotazione, ogni 90 minuti) consente di calcolare facilmente la velocità riferendola alla superficie terrestre.

Il modo più preciso e facile di misurare le coordinate e la velocità di un veicolo in movimento è il GPS, il sistema di navigazione satellitare, che inventato e realizzato dal Dipartimento della Difesa americano, proprio per i veicoli spaziali, è ora usato anche da aerei, navi e perfino auto sulla superficie terrestre (1).

Un'infrastruttura di satelliti per la navigazione è essenzialmente una costellazione di una trentina di satelliti in orbite pressochè polari, a circa 20 000 km di quota, che sono spaziati tra loro in modo da garantire la possibilità a un ricevitore specializzato di ricevere una pluralità di segnali satellitari sui quali calcolare il “punto nave” in qualsiasi luogo sulla Terra, nell'atmosfera o in orbita. Credo che sarebbe anche possibile fare il punto nave traguardando le stelle con un sestante, proprio come facevano i marinai fino a qualche tempo fa, ma con l'avvento dei satelliti, questi sistemi tradizionali cominciano a scomparire.

(1) L'Europa si è impegnata nella relalizzazione di un sistema europeo di navigazione, detto Galileo, che sarà funzionale nel 2008.

Franco Malerba astronauta

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