Studiare le geopatie

Vorrei approfondire lo studio delle geopatie. Avete qualche testo da consigliarmi?

Anonimo  
8 giugno 2005
Le geopatie (o geopatologie) consisterebbero in particolari forme patologiche che sarebbero originate dal prolungato stazionamento (soprattutto durante le ore del sonno notturno) in zone della superficie terrestre particolarmente dannose.

Sono nate vere e proprie discipline specialistiche il cui scopo è la determinazione dei luoghi ideali in cui è meglio posizionare il letto e, in generale, l'arredamento domestico. Una di queste discipline è la cosiddetta Bioarchitettura® (la parola è un marchio registrato). Essa, tuttavia, non si occupa solo di questo, ma anche della scelta di materiali non tossici, dello studio delle condizioni di illuminazione e, in generale, di tutto ciò che può rendere più salubre la casa. Alcuni esponenti di questa branca dell'architettura sostengono che la necessità di un'oculata scelta della disposizione dell'arredamento è dovuta alla presenza della cosiddetta rete di Hartmann, presunta responsabile di varie forme di geopatologie. La rete di Hartmann prende il nome da un medico dell'Università di Heidelberg che, negli anni settanta, formulò l'ipotesi secondo la quale la Terra sarebbe circondata da una griglia di linee di forza, da molti ritenute magnetiche. Queste linee di forza avrebbero un effetto patogeno e le zone a maggior rischio sarebbero i nodi punti di incrocio delle linee di forza (nodi di Hartmann). Le dimensioni delle maglie, secondo Hartmann, sarebbero di 2.50 metri di lato.

Prima di lui, un certo dott. Peyre aveva sostenuto qualcosa di simile (le griglie però misuravano secondo Peyre 8 metri di lato). Negli anni cinquanta un certo Curry affermava che le griglie misuravano 3.15 m per 16. Non tutti i fautori delle reti di Hartmann sostengono però che si tratti di campi magnetici. Per esempio, due autori, di nome rispettivamente Endros e Lotz, sostengono che sono costituite da raggi tellurici causati da un irraggiamento di neutroni termici a 0.025 eV (elettronvolt).

La teoria delle reti di Hartmann è presa sul serio in certi ambienti, anche di buon livello culturale. Ad esempio un noto manuale di architettura usato a livello universitario (E. Neufert, Enciclopedia pratica per progettare e costruire, Hoepli) dedica un intero paragrafo alle geopatologie indotte dalle reti di Hartmann, con tanto di grafici e precise indicazioni su come posizionare il letto per minimizzare i danni. A titolo di esempio riportiamo di seguito l'inizio del paragrafo:

"Disponendo su tutta la sfera terrestre una cosiddetta griglia globale costituita da onde verticali si provocano azioni geologiche apparentemente come quelle provocate dal Sole, ma la loro regolarità anche secondo Hartmann potrebbe far pensare a un irraggiamento terrestre, proveniente dall'interno del globo, che si dispone come una griglia a rete per effetto dei cristalli esistenti nella crosta terrestre".

Se chi legge ha un minimo di competenze scientifiche, si renderà facilmente conto della totale assurdità di quanto è scritto. La cosa curiosa (e che la dice lunga sulla serietà della teoria delle reti di Hartmann) è che le linee di forza e i nodi non possono essere individuati da nessuno strumento, ma solamente da rabdomanti e sensitivi, che avviserebbero particolari vibrazioni in loro prossimità. Esistono addirittura ditte specializzate (spesso gestite dagli stessi rabdomanti!) che commercializzano costosi dispositivi che sarebbero in grado di schermare i nodi di Hartmann, fornendo protezione nei confronti dei loro nefasti effetti.

Sarebbe interessante condurre delle prove su rabdomanti e sensitivi, dirette a verificare la loro eventuale capacità di distinguere nodi, da loro stessi precedentemente individuati, schermati o no con i dispositivi di protezione, ovviamente a loro insaputa. Naturalmente nessuno ha mai accettato questa sfida: alcuni si sono giustificati affermando che la rete di Hartmann si muove! C'è da chiedersi, a questo punto, che senso ha studiare accuratamente la disposizione del letto o collocare dispositivi di protezione.

Per rispondere alla domanda specifica della lettrice che chiede l'indicazione di qualche testo per approfondire l'argomento, occorre dire quanto segue. I testi che si occupano di geopatie ne danno in genere per scontata l'esistenza, senza che, come abbiamo visto, esista alcuna prova a loro favore. Di conseguenza tali testi appaiono molto poco seri dal punto di vista scientifico e quindi decisamente sconsigliabili. Quindi preferisco non indicare alcun testo, ma invito al contrario la lettrice alla lettura dei seguenti articoli:

www.cicap.org/articoli/at100025.htm www.cicap.org/veneto/bollettino/oll6p2.ht

Silvano Fuso Istituto Tecnico Commerciale e Industriale "Primo Levi"

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