Nel 1819 Hans Christian Oersted scopre che una corrente elettrica produce un campo magnetico e riesce a spostare l'ago di una bussola, e questo è stato il primo collegamento concreto tra fenomeni elettrici e meccanici. Pochi anni dopo, nel 1825, W. Sturgeon inventa l'elettromagnete: diventa così possibile produrre un'azione meccanica a distanza per mezzo di una corrente elettrica, e questo apre la strada a metodi di trasmissione di messaggi a distanza, come quello inventato nel 1837 da W.F.Cooke e C.Wheatstone che brevettano un telegrafo ad aghi magnetici: le lettere dell'alfabeto sono stampate su 5 o 6 quadranti, ciascuno con un ago magnetico, e dotato di un conduttore che produce un campo magnetico. Per trasmettere una lettera si sceglie il quadrante su cui compare e si fa passare una corrente che fa puntare l'ago corrispondente verso la lettera desiderata (questo primitivo sistema è stato usato in Gran Bretagna fino al 1870).
Questi primi metodi di trasmissione dati sono ben documentati in alcuni importanti musei della scienza, ad esempio il Science Museum a Londra contiene una splendida collezione di strumenti telegrafici inventati durante il 1800.
Nel 1832 il pittore americano Samuel Morse comincia a interessarsi di telegrafia e completa il primo vero telegrafo nel 1836. Si tratta di un telegrafo nel senso moderno del termine e tutto nasce dal discorso fatto con un amico che era venuto a sapere che il fisico americano J. Henry aveva migliorato l'elettromagnete: Morse si interessava già al problema e scopre che con l'elettromagnete di Henry può trasmettere segnali su distanze maggiori di quelle su cui stava sperimentando allora. Nel 1837 riesce a mandare segnali utili (sotto forma di impulsi di corrente) su una coppia di conduttori lunga oltre 500 m. Il suo strumento ricevente è un elettromagnete che sposta una penna e produce dei segni a forma di "V" su una striscia di carta trascinata da un meccanismo a orologeria. Si riesce a spedire un messaggio variando i segni in modo da formare un codice.
Morse si accorge allora che può fare altri due miglioramenti: inserisce dei ripetitori sulla linea che gli permettono di spedire messaggi a lunga distanza, e sviluppa il codice a punti e linee che diviene famoso come Codice Morse. Morse sviluppa anche un sistema per tracciare i punti e le linee sulla striscia di carta.
Nel 1838, l'assistente di Morse, A.Vail suggerisce di utilizzare un cicalino come strumento ricevente, e ridisegna lo schema di funzionamento del telegrafo. Nella sua versione finale il telegrafo funziona più o meno come un campanello elettrico. Lo strumento di trasmissione, il tasto, corrisponde al bottone del campanello. Quando viene premuto esso chiude un circuito elettrico e fa passare una corrente che a sua volta aziona un cicalino.
Nel 1840 Morse brevetta la sua invenzione, ma all'inizio non riesce ad attrarre l'attenzione della finanza; successivamente però, nel 1843, il Congresso degli Stati Uniti concede a Morse un finanziamento di 30 000 dollari per costruire una linea di prova tra Washington e Baltimora. L'esperimento ha successo (1844) e il telegrafo viene usato quasi subito dai giornali. Presto si costituiscono agenzie di stampa per condividere il costo delle installazioni telegrafiche tra molti giornali.
Nel 1846 New York è collegata telegraficamente a Washington, e inizia la grande era delle trasmissioni telegrafiche.