Caro Ulisse, ho letto che l’Homo sapiens rappresenta l'ultima tappa nell'accrescimento del volume del cervello, giunto fino a 1400 cc. Ecco cosa mi piacerebbe sapere: tra, diciamo 200.000 anni, gli scienziati che sviluppo prevedono per la natura dell’uomo? Quello attuale è lo sviluppo massimo raggiunto dall’uomo?
Una delle condizioni che induce una nuova specie a comparire e una a estinguersi è l'isolamento tra due popolazioni. È necessario che, tra due popolazioni, ci sia un isolamento tale da impedire di incrociarsi tra loro e che esso sia talmente lungo nel tempo, che le due popolazioni sviluppino dei caratteri distintivi tra loro e tali da renderle non interfeconde.
Ogni angolo del nostro pianeta è popolato dall'Homo sapiens, grazie anche all'incredibile mobilità delle persone, e noi siamo l'unica specie di sapiens esistente in natura, se consideriamo il concetto di speciazione, ci accorgiamo che queste non sono le condizioni adatte perchè compaia una nuova specie. L'evoluzione di una specie va di pari passo con l'evoluzione dell'ambiente: se l'ambiente cambia, è possibile che la specie precedente non sia più adatta alla nuova situazione e si estingua, lasciando il posto a individui in precedenza più deboli ma che si adattano meglio alle nuove condizioni.
È possibile che una catastrofe naturale di smisurate proporzioni, crei degli sconvolgimenti enormi, e delle barriere geografiche invalicabili. In questo modo, diverse popolazioni possono rimanere separate per lungo tempo adattandosi al nuovo ambiente e formare una nuova specie. Tuttavia se guardiamo alla nostra evoluzione ci accorgiamo che spesso più specie hanno coabitato il pianeta, anche l'Homo sapiens, circa 40 000 anni fa ha coabitato la terra con l'uomo di Neanderthal. Adesso deteniamo il monopolio del genere Homo e non c'è nessuna specie che possa competere con noi e rubarci il dominio della terra.
In conclusione, secondo me, adesso non esistono i presupposti per la comparsa di una nuova specie, tuttavia come dicevo all'inizio la storia dell'evoluzione è imprevedibile e tutto è possibile, allora, se l'uomo dovesse evolversi in una nuova specie, come potrebbe essere l'uomo del futuro? Il lettore suggeriva un aumento delle dimensioni del cervello. È vero che durante l'evoluzione la capacità cranica è aumentata, ma di pari passo si è accresciuta la massa corporea, inoltre non sempre l'evoluzione ha privilegiato la specie con capacità cranica maggiore. La capacità cranica dell'uomo moderno, di circa 1350-1400 cc, non si discosta da quella dei primi sapiens, però è minore del nostro cugino (non predecessore!) neanderthaliano, circa 1450 cc, tuttavia quest'ultimo è scomparso, mentre il sapiens è sopravvissuto ed ha conquistato il pianeta.
In realtà un cervello più grande serviva all'uomo di Neanderthal per controllare una massa corporea maggiore, infatti, la maggior parte del cervello è deputata al controllo del corpo e un cervello grosso non è sempre sinonimo di "più intelligente". Pertanto se la specie del futuro avrà un cervello grosso, molto probabilmente avrà anche un corpo diverso ma come?
Su questo possiamo sbizzarrirci a provare tutte le combinazioni, ma qui comincia la fantascienza.