Il mastino di Darwin

Vorrei sapere qualcosa di più sulla figura di Huxley il cosidetto mastino di Darwin?
Marianna Ciuni
1 giugno 2005
Quando si ripercorre la storia di un'idea spesso si scoprono personaggi che sono stati determinanti per la sua diffusione. Tanto da far ritenere che senza di loro altre idee avrebbero preso il sopravvento, ritardando di molto la sua affermazione. Questo è stato anche il caso della teoria dell'evoluzione. Charles Darwin, infatti, sfidava alcune convinzioni profondamente radicate nel pensiero comune dell'epoca, tra queste l'idea di un mondo immodificabile e la visione antropocentrica del mondo. Per questo la pubblicazione dell'Origine delle specie scatenò l'opposizione veemente di intellettuali e uomini di fede. Ma ci fu un uomo che difese tenacemente quest'opera, si chiamava Thomas Henry Huxley, uno scienziato e abile comunicatore scientifico originariamente specializzato nella struttura dei vertebrati che con le sue sole capacità si era fatta una reputazione e una posizione sociale nella classe media. Fu grazie a un suo articolo favorevole alle idee di Darwin, pubblicato sul Times di Londra il 26 dicembre 1859, che il libro di Darwin guadagnò considerazione e fu anche per questo che la teoria dell'evoluzione trovò i primi spazi per affermarsi nelle menti più libere. Più tardi, Huxley continuò la sua difesa in discorsi o analisi del pensiero di Darwin, come quella pubblicata sul Westminster Review .

È passato alla leggenda l'incontro alla British Association for the Advancement of Science di Oxford nel 1860 tra il Huxley e il vescovo Samuel Wilberforce. Quest'ultimo, famoso per la finezza delle sue battute, aveva ridicolizzato Darwin e l'implicazione che gli esseri umani discendono dalle scimmie. Ma Huxley, da buon “mastino” del padre dell'evoluzione, rispose che preferiva discendere dalle scimmie piuttosto che da un uomo che usava la sua posizione per difendere una teoria che non aveva capito.

Huxley fece parte anche di un gruppo di uomini di cultura chiamato “X club” che ebbe un'influenza notevole nello sviluppo delle idee scientifiche dell'epoca e ricoprì il ruolo di esperto in varie commissioni governative. Fu anche grazie a lui e ai suoi amici che sorse la rivista Nature che già dalle sue origini difese le idee darwiniane.

Eppure, Huxley non condivideva la teoria della selezione naturale, una delle idee portanti dell'edificio darwiniano. Egli era principalmente interessato a promuovere l'idea di evoluzione perché questa minava alla base l'idea di una società statica e immutabile in cui gli individui di una classe sociale dovevano restare per volere divino nella loro posizione. Inoltre, vedeva con favore il fatto che la scienza spiegasse il mondo naturale sottraendo potere alla religione. La figura di Huxley costituisce insomma un bell'esempio del ruolo importantissimo della comunicazione scientifica per l'affermazione e il destino delle teorie scientifiche. Due ultime curiosità. Primo, fu lui a coniare il termine agnosticismo per denotare l'atteggiamento di chi non sa se Dio esista o meno e mantiene il dubbio; infatti, per quanto ostile alla religione, credeva che la scienza non potesse dire niente su chi fosse l'artefice delle leggi del mondo. Secondo, era il nonno di Aldous Huxley, autore di Brave new world opera di narrativa che già nel 1932 anticipava i rischi di un mondo dominato dalla tecnologia.

Luca Sciortino Giornalista scientifico

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