La correlazione fra elettromagnetismo e gravitazione apparve evidente già agli albori della teoria della Relatività Generale. Come esempio, possiamo citare la curvatura dei raggi di luce (la luce è di natura elettromagnetica) proveniente da una stella quando questi transitano in prossimità del Sole. Tale effetto, previsto da Einstein, fu di fatto osservato da Eddington nel 1919, in occasione di un'eclisse totale.
L'influenza della gravità sul campo elettromagnetico è di norma estremamente piccola a causa dell'intrinseca debolezza dell'interazione gravitazionale ed è quindi di difficile misurazione. Essa diviene evidente solo in prossimità di grandi concentrazioni di massa-energia. È questo il caso di corpi celesti caratterizzati da altissime densità, come le stelle di neutroni o i buchi neri.
Anche l'interazione elettromagnetica (in quanto forma di energia) è – dal canto suo – capace di indurre distorsioni nella geometria dello spazio-tempo, dando luogo, quindi, ad effetti gravitazionali. Tali effetti, ordinariamente trascurabili, possono tuttavia divenire rilevanti in condizioni estreme, laddove l'intensità dei campi elettromagnetici è elevatissima. È il caso dei magnetars, stelle di neutroni dotate di campi magnetici dell'ordine di 1015 gauss (un milione di miliardi superiori al campo magnetico terrestre).
Al di là della reciproca influenza, esiste poi la convinzione nella comunità scientifica che la forza elettromagnetica e la forza gravitazionale siano correlate anche ad un livello più profondo, nel senso che possano avere una comune origine. Già Einstein, negli ultimi anni di vita, tentò senza successo di sviluppare una teoria del campo unificato, cercando di incorporare l'interazione elettromagnetica in una descrizione geometrica simile a quella della gravitazione. L'idea che tutte le interazioni (le forze) fondamentali abbiano una comune origine è oggi universalmente accettata. Ne abbiamo prova nell'unificazione della forza nucleare debole e di quella elettromagnetica. E vi sono evidenze di una possibile unificazione della forza nucleare forte (di ciò si occupano le Teorie di Grande Unificazione: GUT).
La gravitazione però sfugge ancora a questo schema di unificazione. Il problema principale sembra essere legato al fatto che – a differenza delle altre tre forze - non è a tutt'oggi disponibile una teoria quantistica soddisfacente della gravità (quantum gravity). E in questa direzione sono rivolti gli sforzi di un gran numero di fisici, teorici e sperimentali.
L'esistenza di un limite spazio-temporale, se per limite s'intende un “confine” per l'Universo, è condizionata dalla quantità di massa-energia in esso presente. A seconda della densità di massa-energia presente nell'Universo, quest'ultimo può risultare “aperto” o “chiuso” (un po' come la superficie di una sfera). Non abbiamo ancora evidenze definitive di quale condizione sia effettivamente realizzata, poiché è difficile stimare correttamente la densità dell'Universo.
L'idea di poter realizzare trasferimenti di materia non solo nello spazio ma anche nel tempo è sempre stata affascinante. Da un punto di vista puramente teorico è possibile immaginare che, in determinate circostanze, due porzioni dello spazio-tempo lontane nel tempo possano essere collegate da un cunicolo (o wormhole, letteralmente: buco di verme, detto anche ponte di Einstein-Rosen). In tal caso, attraversando un simile cunicolo si potrebbe passare in un altro tempo. Il cunicolo si comporterebbe così come una specie di scorciatoia nello spazio-tempo (è, questa, l'idea di base delle macchine del tempo). La possibilità di una realizzazione pratica di tale attraversamento è tuttavia remota, poiché risulta estremamente difficoltoso tenere aperto un wormhole durante il suo attraversamento. Non possiamo però escludere che la Natura sia in grado di realizzare (e quindi, di fatto, realizzi) da qualche parte tali processi.