Vorrei chiedere se è possibile distinguere la genetica di Mendel da quella sorta dal 1902 con le scoperte di Sutton che portarono alla fusione tra genetica e citologia. Ho letto che, insieme, sono considerate parte della genetica classica eppure sono nettamente diverse. Non sarebbe meglio distinguere i due periodi come viene fatto poi con la genetica molecolare e l'ingegneria genetica?
Il mio parere (e di alcuni colleghi con i quali mi sono consultata), è che da un punto di vista storico può essere rilevante sottolineare la svolta che gli studi di citogenetica hanno prodotto.
Questo mette ancor più in evidenza la genialità delle teorie di Mendel elaborate ricorrendo a incroci tra linee pure, a partire da intuizioni, e ad analisi statistica. Però, da un punto di vista epistemologico, è più interessante capire come si integrano gli studi di Mendel con le descrizioni della citogenetica, che hanno dimostrato come le leggi, che Mendel aveva formulato su altre basi, fossero tuttavia valide.
Il modo in cui definiamo un dominio di sapere e lo frammentiamo in settori via via più specifici cambia continuamente in relazione allo sviluppo delle tecniche di ricerca, perché queste danno accesso a livelli di analisi diversi, aprono nuove prospettive, finendo quindi, per guidare i modi di guardare ai fenomeni e di definire gli oggetti di studio.
Assistiamo in ogni scienza a una vera e propria esplosione di branche che tracciano confini tra ambiti di conoscenza scientifica, in quanto questi richiedono di padroneggiare metodi sperimentali, modelli interpretativi e linguaggi sempre più specifici. Questo può essere il caso anche della genetica molecolare, la genomica, la proteomica ecc.
L'ingegneria genetica, si può forse considerare una applicazione, più che una ricerca di teorie esplicative di sistemi biologici.
Ma la sempre più elevata specializzazione introduce difficoltà di comunicazione tra campi di studio e difficoltà a ricomporre quadri di insieme, a inter-connettere livelli di analisi per una visione più comprensiva.
Questo è anche uno degli ostacoli cognitivi carichi di conseguenze per la costruzione di conoscenza biologica che i "non-esperti" (bambini o adulti non fa molta differenza!) incontrano quando vengono loro presentate informazioni sui viventi: strutture e funzionamenti a un livello di organizzazione biologica non hanno alcun collegamento evidente con quelli a un altro livello di organizzazione. Una visione integrata è molto più difficile da raggiungere, ma è anche poco presente nei modi in cui la scienza si presenta o viene insegnata.