Peso e cibo

È possibile che una persona aumenti di peso più di quanto mangia? perchè per dimagrire non è sufficiente ridurre la quantità di cibo?
Davide Provasi
22 maggio 2005
L'aumento di peso in un individuo adulto è causato dalla deposizione di riserve di grasso nei famosi cuscinetti adiposi. Questo è un fenomeno dinamico che nasce da un bilancio non equilibrato tra le entrate alimentari (in eccesso) e le uscite energetiche (calorie spese per il metabolismo basale e le attività fisiche).

L'aumento di peso non è quindi dovuto a un semplice accumulo di parte dei cibi introdotti, ma dipende da diverse variabili, tra cui qualità dei cibi, momento della giornata in cui si mangia, variazioni del metabolismo di base e intensità delle attività fisiche. Per esempio: l'acqua può aumentare il peso di un individuo (se se ne beve un litro si pesa subito un chilo di più), ma questo non fa ingrassare perché non si introducono calorie, e dopo un po' il liquido in eccesso viene eliminato riportando il peso a quello iniziale. Se si mangia un etto di riso (peso crudo) si assumono circa 340 calorie, ma se si sceglie un etto di cioccolato le calorie assunte diventano più di 500 (mentre se si usasse un etto di olio sarebbero circa 900).

È chiaro quindi che la qualità dei cibi scelti, a parità di peso, può avere un valore energetico molto diverso. D'altra parte tutti sanno che alcune persone mangiano grandi quantità di cibi senza ingrassare, mentre altre tendono a metter su chili anche con pasti modesti. Il tutto è dovuto, ovviamente, al diverso stile di vita oltre che a eventuali differenze genetiche e metaboliche. In ogni caso ingrassare o dimagrire dipende comunque da quanto si mangia: basta però anche un piccolo eccesso costante di energia in entrata perché a lungo termine i depositi adiposi crescano inesorabilmente di chili... È oltretutto facile che nella mezza età si cominci a ingrassare perché il metabolismo di base e le attività fisiche (cioè le "uscite") sononaturalmente ridotte. Per dimagrire sarebbe in effetti sufficiente ridurre la quantità di cibo introdotta. E, in effetti, Le diete dimagranti sono state studiate proprio per questo.

Il problema è però complicato da numerosi fattori psicologici e fisici. Per esempio: in un primo tempo è più facile che la dieta ipocalorica dia buoni risultati in breve tempo, ma in seguito l'organismo è capace di "giocare al risparmio" riducendo il metabolismo energetico e così la perdita di peso rallenta. Quindi per effettuare una proficua dieta dimagrante è consigliabile: ridurre l'introito calorico alimentare di circa 500-1000 calorie per giorno, cominciare o aumentare un costante esercizio fisico (per esempio una passeggiata di un'ora almeno ogni 2-3 giorni) e proseguire questo programma tranquillamente per un periodo di tempo abbastanza prolungato. Il parere del medico o del nutrizionista per una dieta personalizzata con un fondamentale supporto psicologico rappresenta poi il consiglio più appropriato per dimagrire bene.

Luigia Favalli Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Applicata, Università di Pavia

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