Tsunami Warning System

Che cos'è il TWS, lo Tsunami Warning System, cioè il sistema per la prevenzione dei maremoti? E come funziona?
Cinzia Rossi
19 maggio 2005
Lo Tsunami Warning System (Sistema di Allerta Tsunami) è basato su una rete costituita da strumenti collocati in stazioni sismologiche e da misuratori di livello marino che è stata creata per monitorare in tempo reale la presenza e la propagazione degli tsunami nell'Oceano Pacifico. Questo bacino è circondato da una serie aree altamente sismiche e potenzialmente tsunamogeniche, e probabilmente è quella che ha la maggiore probabilità di eventi catastrofici del mondo. A questa rete partecipano 26 nazioni ma il centro operativo che raccoglie i dati e si incarica di dare le informazioni ai governi dei paesi partecipanti, il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC), è situato a Honolulu nelle isole Hawai'i.

Il centro, che funziona senza interruzione, cerca innanzitutto di identificare, localizzare e caratterizzare i terremoti, per valutare prima possibile il rischio potenziale del sisma legato essenzialmente alla sua magnitudo e posizione. Nel caso di effettivo pericolo, il PTWC emette un'allerta per imminente rischio di tsunami, indicando i tempi di arrivo stimati e le aree interessate.

A questo punto le informazioni provenienti della rete di monitoraggio a mare vengono incrociate con quelle già raccolte, per verificare l'attendibilità delle previsioni. Questo permette di elaborare informazioni più precise, che vengono quindi disseminate in tutta l'area del Pacifico. Il vantaggio di questo sistema si basa sul fatto che le onde sismiche nel terreno si muovono molto più rapidamente di quelle in mare e sono quindi identificabili in anticipo. Le grandi distanze da percorrere in un oceano, prima di trovare almeno parte delle coste, lasciano un certo margine di tempo che può essere utilizzato per l'allarme.

Ad esempio, facciamo l'ipotesi che la distanza tipica per raggiungere la costa più vicina sia 2400 km, la profondità del bacino sia circa 4000 m, la velocità approssimata delle onde lunghe come quelle degli tsunami sarà di circa 800 km/h. Ciò significa che l'onda anomala iimpiega circa tre ore per raggiungere la costa, tempo sufficiente, almeno in teoria, ad attivare le prime procedure di messa in sicurezza.

I sensori di livello possono essere posizionati sulla costa (ma scarsamente utili in quanto la poca distanza dalla costa implica un ridottissimo tempo di anticipo) o in mare aperto. Questi sensori sono messi sul fondo del mare e sono collegati con boe superficiali in modo da trasmettere i segnali via satellite in tempo reale (cioè via via che vengono raccolti). Questo sistema chiamato DART si basa su un'analisi automatica 'intelligente' della misura delle anomalie di livello, in quanto è capace di identificare molto presto, in base ad algoritmi statistico-matematici, la deviazione anomala di livello.

È anche chiaro che un sistema così complesso è stato tarato per non perdere nessun evento importante. È quindi frequente che, nonostante i mezzi a disposizione, ci siano falsi allarmi. È probabile che una migliore conoscenza scientifica che porti a una più precisa determinazione dei meccanismi focali dei terremoti e della fisica dei processi di innesco dello tsunami possa migliorare le prestazioni del TWS.

Ulteriori informazioni si possono trovare nei seguenti siti (in inglese) e in quelli a essi connessi:

The Tsunami Warning System

Welcome to Tsunami

Alessandro Crise Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, Trieste

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