Linguaggio e cervello

Imparando la lingua italiana ho scoperto che mi era più facile scriverla che parlarla. Anzi mi riesce così facile scriverla che addirittura creo camin facendo delle parole che poi guardando sul dizionario le trovo esattamente come le ho create ex-novo. Ma quando parlo, oltre ad avere un accento tipico della mia origine ispanica, le parole non fluiscono con facilità, anzi mi blocco mentalmente. Non esiste corrispondenza tra la mia destrezza scritturale e quella orale.

Vorrei sapere se ciò risponde a uno sviluppo differente di corrispondenti aree cerebrali e come si può correggere, (pareggiare) le due funzionalità .

Ramon Maldonado
19 maggio 2005
Sono ancora oggetto di ricerca molti dei meccanismi cerebrali da cui dipende la nostra capacità di produrre e di capire strutture grammaticali nonchè quella di apprendere il lessico della madrelingua e delle evenuali lingue successive.

Fatta questa dovuta premessa, è noto però che il linguaggio parlato in tutte le lingue impone un certo ritmo intorno alle 4 o 5 sillabe al secondo. Quando uno prova a parlare molto più lentamente, intanto gli riesce difficile programmare le frasi in modo corretto, e sopratutto chi ascolta perde la pazienza e incomincia a pensare ad altro.

Invece, non c'è nessuna cadenza obbligata nello scrivere, uno può pensare con grande comodità alla scelta dei vocaboli e alla correttezza grammaticale, allo stile ecc. prendendo tutto il tempo che vuole.

Ecco perchè ci si illude di saper scrivere una nuova lingua molto prima che saperla parlare.

Valentino Braitenberg Max Planck Institute for Biological Cybernetics, Tuebingen (Germania)

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