La quantità totale di acqua nel tempo

È possibile distruggere l'acqua?

Voglio dire che spesso, e giustamente, si è richiamati a un uso corretto e responsabile dell'acqua, in pratica a evitarne gli sprechi, ma è possibile sprecare l'acqua? Oppure è giusto dire che tutta l'acqua comunque usata (forse con l'eccezione di quella bevuta) torna sempre a far parte del ciclo dell'acqua?

La quantità totale di acqua presente sulla Terra, per esempio, 1000 anni fa', è pari a quella di oggi? Ne abbiamo di più, di meno o esattamente la stessa quantità?

Ubaldo Pizzoli
16 maggio 2005
Non tutta l'acqua utilizzata ritorna a far parte del ciclo dell'acqua in quanto quella che viene utilizzata in reazioni chimiche dall'industria o parte di quella utilizzata in agricoltura (che viene assorbita dalle piante) viene sottratta al ciclo dell'acqua. Tale sottrazione però è solo una parte del problema idrico.

Partiamo dalla domanda sulla quantità di acqua presente sul nostro pianeta. Se consideriamo la quantità complessiva di acqua in tutti e tre gli stati: solido (nei ghiacciai), liquido (nei mari, nei fiumi e nel sottosuolo) e gassoso (nell'aria sotto forma di vapor acqueo), si può affermare che tale quantità non è sostanzialmente cambiata nel corso degli ultimi milioni di anni. Se la quantità complessiva (solido + liquido + gas) è rimasta praticamente costante, possono però variare sensibilmente i rapporti tra i suoi tre stati (nei periodi glaciali ad esempio c'era molta più acqua allo stato solido) e nei periodi “caldi” c'era molta più acqua allo stato liquido e gassoso.

In realtà, quando si parla di uso corretto e responsabile dell'acqua, ci si riferisce solamente a una piccola parte della sua componente liquida: l'acqua dolce. Le riserve di acqua dolce sono costituite dai fiumi, dai laghi, dai ghiacciai e dalle falde idriche presenti nel sottosuolo. Il sistema è dinamico in quanto i ghiacciai si sciolgono, i fiumi e le falde idriche scorrono verso il mare. La ricarica del sistema idrico è fornita dalle precipitazioni nevose e dalle piogge.

Si sta verificando che, soprattutto nelle aree industrializzate e densamente popolate, il consumo di acqua dolce ha superato le capacità di ricarica del sistema idrico superficiale, costringendoci a sfruttare falde idriche sempre più profonde. Anche tale espediente però non risolve il problema in quanto l'acqua dolce nel sottosuolo è limitata alle prime centinaia di metri: più in profondità l'acqua è salata e non è più utilizzabile.

In conclusione: anche se apparentemente siamo ricchi di acqua è necessario farne un utilizzo intelligente ed evitare gli sprechi perché l'acqua non è una risorsa illimitata e già da anni stiamo assistendo a un progressivo impoverimento delle falde idriche, dalle quali attingiamo gran parte dell'acqua che utilizziamo.

Giuliano Brancolini Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, Trieste

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