Zuccheri e peso

Se una persona ingrassa per aumento di dimensioni degli adipociti, cellule capaci di accumulare grassi, allora perché gli zuccheri sono un problema per quanto riguarda l'aumento di peso?
Andrea Ambrosio
10 maggio 2005
Gli organismi viventi hanno la possibilità di depositare varie riserve di sostanze derivanti dal metabolismo nutrizionale per utilizzarle poi al momento di un eventuale maggiore bisogno di combustibile energetico. Vegetali e animali possono variare, comunque, la composizione del materiale immagazzinato a seconda delle loro caratteristiche metaboliche. È facile così che per deposito energetico delle piante prevalgano gli zuccheri, per lo più sotto forma di amido, mentre nei mammiferi ciò compete ai grassi (nel classico tessuto adiposo).

Quindi, anche nell'organismo umano, se le entrate caloriche di un pasto, qualunque esse siano, risultano in eccesso rispetto alle uscite del momento vengono messe in movimento le più opportune vie metaboliche per creare un deposito che richieda le minori spese di attivazione e garantisca il massimo rendimento energetico al momento del recupero. Tra i nutrienti energetici fondamentali (proteine, zuccheri e grassi) sono proprio i lipidi a costare di meno e a rendere di più: è da ricordare che proteine e zuccheri non possono fornire che 4 kcalorie per grammo, mentre da un grammo di grassi se ne ricavano ben 9!

Così, nell'organismo umano, anche se gli eccessi alimentari sono costituiti da zuccheri (ed è molto facile che siano proprio gli zuccheri semplici, facilmente assimilabili e utilizzabili, a essere eccessivi nella dieta) il metabolismo li trasforma in elementi che andranno poi a sintetizzare lipidi di riserva nelle cellule adipose. Si pensa che gli individui sovappeso, o peggio ancora gli obesi, possano incorrere prima in una iperplasia degli adipociti (con la presenza di un maggior numero di cellule adipose nei famosi cuscinetti) che potranno poi subire ipertrofia, cioè ingrandimento, infarcendosi di troppi grassi di riserva.

Teoricamente gli zuccheri potrebbero essere depositati anche sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato, ma gli sportivi sanno bene che le tecniche nutrizionali per potenziare appena appena questi modesti depositi di facile utilizzo nello sforzo fisico sono difficoltosi e non troppo salutari.

Luigia Favalli Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Applicata, Università di Pavia

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