Buchi neri in laboratorio

Se fosse creato un buco nero in laboratorio, questo potrebbe cominciare a assorbire ogni cosa nelle vicinanze, compresa la Terra stessa?

Enrico Sartori
8 maggio 2005
I buchi neri sono "oggetti" relativamente picoli rispetto alle dimensioni dei corpi da cui si sono generati per collaso gravitazionale. Per esempio, il raggio di un buco nero di massa pari alla massa del Sole, sarebbe di qualche chilometro mentre il raggio di un buco nero di massa pari alla massa della Terra sarebbe di pochi centimetri.

Esiste una relazione lineare tra la massa in grammi del corpo originario e il raggio del buco nero che eventualmente da esso si formasse. Questa relazione ci dice che quanto più piccola è la massa che si fa collassare tanto più piccolo è il raggio del buco nero e di un fattore pari a circa 10-28 !

Sono detti "mini-buchi neri" quelli di origine presumibilmente primordiale aventi una massa più picola di 1015 grammi, cioè pari a circa un miliardo di tonnellate. Questi buchi neri avrebbero un raggio di appena 10-13 centimetri, cioè poco più grandi di un nucleo atomico.

A dispetto del loro nome, i buchi neri si pensa che emettano radiazione a seguito dell'effetto di Bekenstein-Hawking detto appunto dell'evaporazione dei buchi neri. L'intensità di questa radiazione è tanto più grande quanto più piccolo è il raggio (o equivalentemente la massa) del buco nero per cui nelle condizioni più ottimistiche di un mini-buco nero immerso in un ambiente termodinamico esterno come un gas, esso potrebbe, se ne ha il tempo, raggiungere l'equilibrio fra ciò che ingoia e ciò che emette. Se si riuscisse a formare un buco nero in laboratorio, questo sarebbe necessariamente molto più piccolo di una particella elementare per cui esso esploderebbe al suo primo formarsi non riuscendo a inghiottire nulla.
Per fortuna!

Fernando De Felice Dipartimento di Fisica, Università di Padova

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