Se fosse creato un buco nero in laboratorio, questo potrebbe cominciare a assorbire ogni cosa nelle vicinanze, compresa la Terra stessa?
Esiste una relazione lineare tra la massa in grammi del corpo originario e il raggio del buco nero che eventualmente da esso si formasse. Questa relazione ci dice che quanto più piccola è la massa che si fa collassare tanto più piccolo è il raggio del buco nero e di un fattore pari a circa 10-28 !
Sono detti "mini-buchi neri" quelli di origine presumibilmente primordiale aventi una massa più picola di 1015 grammi, cioè pari a circa un miliardo di tonnellate. Questi buchi neri avrebbero un raggio di appena 10-13 centimetri, cioè poco più grandi di un nucleo atomico.
A dispetto del loro nome, i buchi neri si pensa che emettano radiazione a seguito dell'effetto di Bekenstein-Hawking detto appunto dell'evaporazione dei buchi neri. L'intensità di questa radiazione è tanto più grande quanto più piccolo è il raggio (o equivalentemente la massa) del buco nero per cui nelle condizioni più ottimistiche di un mini-buco nero immerso in un ambiente termodinamico esterno come un gas, esso potrebbe, se ne ha il tempo, raggiungere l'equilibrio fra ciò che ingoia e ciò che emette. Se si riuscisse a formare un buco nero in laboratorio, questo sarebbe necessariamente molto più piccolo di una particella elementare per cui esso esploderebbe al suo primo formarsi non riuscendo a inghiottire nulla.
Per fortuna!