Luce delle stelle e aurore boreali

Vorrei sapere come mai la luce delle stelle è bianca e non di un altro colore? Inoltre vorrei avere delle informazioni generali riguardo il fenomeno dell'aurora boreale (perché si verifica, quando, e a cosa è dovuto il suo colore).

Daniela Maretto
14 aprile 2005
Presumibilmente la domanda si riferisce alle stelle visibili a occhio nudo. In una bella notte stellata e con un cielo molto limpido e buio riusciamo a distinguerne circa 4000, che ci appaiono di colore biancastro. Questo ovviamente non vuol dire che la luce delle stelle sia bianca, ma semplicemente ci appare come tale.

Il nostro occhio è un rivelatore di radiazione e ha una certa sensibilità alle differenti lunghezze d‘onda. Per la verità riusciamo a “vedere” solo uno stretto intervallo di lunghezze d'onda dal rosso al blu. È quella che noi chiamiamo luce visibile. Il segnale visibile che ci arriva dalle stelle lo percepiamo come bianco proprio per le caratteristiche intrinseche del nostro occhio che non è capace di discriminare le singole lunghezze d‘onda contenute nella luce bianca. Per convincersene è sufficiente pensare allo spettacolo dell'arcobaleno, in cui riusciamo a vedere invece i colori “mescolati” nella luce del Sole, che è anch'esso una stella.

Se si dispone di un piccolo prisma si può osservare lo stesso fenomeno di notte guardando una stella sufficientemente luminosa attraverso il prisma stesso. Si nota allora che, guardando con uno strumento che scomponga la luce visibile nelle sue componenti, quella che proviene da stelle diverse dà luogo a distribuzione dei vari colori diversa, anche se noi continuiamo a vederla come bianca.

Le stelle, come molti altri corpi celesti, emettono in realtà radiazione elettromagnetica in molte lunghezze d'onda, dalle onde radio ai raggi X. La gran parte di queste, e fortunatamente tutte quelle che potrebbero essere nocive per la nostra vita, vengono bloccate all'atmosfera. E comunque per rivelarla, ovvero vederla, occorrono dei rivelatori adatti alle varie lunghezze d'onda. Un po' come quando ci facciamo degli esami radioscopici. Noi non vediamo i raggi X emessi dalle varie attrezzature, ma la particolare pellicola usata dai radiologi si, tant'è vero che su di essa viene impressa l'immagine del nostro corpo trapassato da quella radiazione.

Oltre alla radiazione le stelle emettono anche particelle elementari che formano il cosiddetto vento stellare.

Radiazioni di una certa energia e sciami di particelle, emessi in coincidenza di periodi forte attività nell'atmosfera del nostro Sole, possono provocare il fenomeno delle aurore, che, nel nostro emisfero, sono chiamate appunto boreali.

La spiegazione è molto semplice e ben nota da tempo. Quando le particelle arrivano nei pressi della Terra, dopo essere state emesse dal Sole, vengono deviate dal campo magnetico terrestre verso i poli magnetici, che coincidono abbastanza con il polo geografico, almeno per la precisione che ci serve in questo discorso. Quando queste particelle arrivano agli strati alti dell'atmosfera incontrano i vari atomi delle sostanze che la compongono e cedono loro energia urtandole. Gli atomi dell'atmosfera si liberano appena possibile di questa energia, pensiamo a una molla che viene compressa e poi lasciata libera, emettendo radiazione, proprio quella che noi vediamo sotto forma di aurora, boreale nel nostro emisfero.

Leopoldo Benacchio Istituto Nazionale di Astrofisica, Osservatorio astronomico di Padova

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