La questione riguarda il "tempo bloccato" cioè il fatto che la teoria della relatività dimostra che in realtà il tempo non scorre ovvero non vi è distinzione tra passato presente e futuro, che sono presenti tutti e tre "simultaneamente" e una loro separazione non ha significato fisico. Perché noi percepiamo il tempo che scorre? e perché lo percepiamo scorrere in questo modo e non in un altro? e perché proprio questo istante di tutto il tempo lo percepiamo come il nostro presente?
Ciò che noi percepiamo come tempo è questa dimensione dinamica lungo cui avvengono i cambiamenti almeno al livello macroscopico. Per poter descrivere il mondo fisico in modo corretto e in accordo con le evidenze sperimentali, occorrono quattro coordinate di cui una è tradizionalmente indicata come temporale ma che in realtà s'intreccia con tutte le altre coordinate spaziali per definire in ogni particolare circostanza il tempo fisico detto appunto tempo-proprio.
Il passato e il futuro hanno una definizione precisa che li distingue sempre e ovunque cioè: il passato rispetto a noi ora (per esempio) è l'insieme degli eventi dello spaziotempo da cui noi possiamo ricevere informazioni mentre il nostro futuro è l'insieme degli eventi dello spaziotempo a cui noi possiamo mandare informazioni. Possiamo dire che il presente non è definibile operativamente. Lo scambio di informazioni fra due eventi avviene sempre secondo la sequenza: dal futuro di un evento che manda il segnale al passato dell'altro evento che tale segnale riceve. Questa sequenza è sempre soddisfatta anche in presenza di macchine del tempo che solo apparentemente sembrano violare tale consequenzialità.