Caratteri dominanti e caratteri recessivi

Sono assolutamente convinto del rapporto 3:1 mendeliano, secondo cui un carattere dominante maschera quello recessivo. Ma nel caso in cui si incrocino due alleli dominanti dello stesso carattere, quale fenotipo si manifesta? Cioè, se un padre trasmette il suo allele dominante - occhi azzurri - e la madre trasmette il suo allele dominante - occhi castani -, quale colore manifesterà il loro figlio? Inoltre, cosa determina la dominanza di un carattere rispetto a un altro?
Andrea Ambrosio
26 marzo 2005
La dominanza di un carattere rispetto a un altro, in genere, rispecchia la capacità o meno di produrre da parte di una cellula o di un organismo una determinata proteina. Si tratta, quindi, di un significato per lo più molecolare, anche se possono entrare in gioco complessi fenomeni di regolazione fisiologica da parte dell'organismo e influenzati dall'ambiente.

Proprio per questo motivo si tratta di termini con un significato relativo dell'uno rispetto all'altro: un carattere dominante può essere recessivo rispetto a un terzo. Quello che varia è il contenuto dell'informazione portata.

Un po' come se volessimo confrontare i gradi di istruzione: scuola media inferiore, scuola media superiore e università.
Se il fenotipo che consideriamo in questo caso è "grado di conoscenza", il progredire degli studi fa sì che un individuo manifesti a età diverse un bagaglio culturale diverso, in cui quello precedente non è più visibile perché già compreso. Il fenotipo “grado d'istruzione” è dominante per il carattere “scuola media superiore” rispetto a “scuola media inferiore” ma recessivo per il carattere “università”.

In genere un carattere dominante si associa a un'informazione in più, quindi alla capacità di produrre un prodotto in più (proprio per questo motivo maschera il recessivo: poiché questo si ferma a uno step precedente).

Ci sono alcune eccezioni, in cui il carattere dominante è dovuto a una proteina che influenza negativamente l'attività di un'altra, inibendola. Per cui in questo caso la differenza non è il grado di informazione ma di disinformazione: ovvero, come un gene riesce con il suo prodotto a rendere vana l'attività di un altro. Esistono, tuttavia, caratteri codominanti, che si esprimono in contemporanea, poiché il prodotto del gene non è né sostitutivo né d'ostacolo dell'altro, semplicemente parallelo.

Volendo usare un altro esempio, possiamo considerare una squadra di calcio: i giocatori in campo sono i caratteri dominanti, quelli in panchina sono recessivi (si manifestano – cioè entrano in gioco – solo quando mancano i primi o questi si fanno male). I geni codominanti sono come due giocatori in campo con lo stesso ruolo. L'esempio del colore degli occhi rispecchia un caso classico di dominanza: gli occhi marroni sono determinati dalla capacità di sintetizzare un pigmento scuro, assente in chi ha gli occhi azzurri. Esistono altri meccanismi regolatori di questo fenomeno per cui è possibile osservare in alcuni soggetti un diverso grado di colorazione degli occhi o, addirittura, un colore diverso per ciascun occhio, come in alcune specie di cani.

Marika De Acetis Mondadori Education - Responsabile Area Scientifica

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