La flora dei fondali marini

Cercavo del materiale riguardante la flora dei fondali marini.
Federica Tonin
15 marzo 2005
La flora dei fondali marini è costituita da vegetali bentonici. I vegetali bentonici sono quelli che durante il ciclo vitale rimangono più o meno saldamente ancorati al substrato attraverso meccanismi diversi (dischi basali, ventose, rizoidi ecc.). Tale ancoramento al substrato viene però meno quando, durante alcune fasi riproduttive, questi vegetali producono gameti o propagali che, solo per qualche breve lasso di tempo, sono liberi di flottare nell'acqua di mare allo stato planctonico.

Altri vegetali, che inizialmente si presentano come planctonici, si depositano invece sui fondali marini durante il loro ciclo vitale o quando muoiono, e poi si decompongono. Quei vegetali che sono in qualche misura mineralizzati (per esempio le diatomee), e non si decompongono, finiscono non solo per depositarsi sul fondo, ma anche per accumularsi nel tempo — nelle ere — fornendo con la loro stratificazione una registrazione fedele delle trasformazioni dell'ambiente (approccio paleontologico).

La flora dei fondali marini di una determinata regione è rappresentata dalla totalità delle specie appartenenti a organismi bentonici sia microscopici, uni- o pluricellulari, che macroscopici pluricellulari, presenti in quella determinata area biogeografica. L'insieme di queste specie, diverse tra loro e provviste di un corredo genetico evidentemente diverso, costituisce un vero e proprio patrimonio naturale, noto con il nome di genoma dell'ambiente (approccio floristico). Questo patrimonio non è indistruttibile, va custodito per quanto possibile dall'azione antropogenica, con ricerche mirate alla conservazione della natura, della biodiversità così come la comunità scientifica mondiale cerca di fare ormai da qualche decennio.

Va precisato però che i vegetali bentonici non sono costituiti esclusivamente da alghe (Crittogame) microscopiche o macroscopiche e persino imponenti (come per esempio Kelp forest), ma anche o esclusivamente da piante superiori (Fanerogame) — provviste di radici, fusto, foglie, fiori e frutti — specialmente adattate alla vita marina (come la Posidonia oceanica).

Sulla base qualitativa e quantitativa di queste presenze vegetali si può notare che il paesaggio subacqueo dei fondali marini è costituito soprattutto dall'insieme delle alghe marine macroscopiche che con i loro pigmenti contribuiscono a fornire una tavolozza di colori, un quadro eterogeneo nello spazio e mutevole nel tempo (con le stagioni), in modo non dissimile da quanto avviene nel mondo subaereo. Questo paesaggio si manifesta diversamente in funzione dell'incidenza dei diversi fattori abiotici (chimici e fisici) e biotici, che regolano la colonizzazione dell'ambiente. Trattandosi di vegetali, il ruolo principale fra i fattori fisici è quello dell'energia luminosa (flusso radiante) che condiziona la fotosintesi clorofilliana.

I vegetali marini, proprio in rapporto alla penetrazione della luce nell'acqua di mare, si distribuiscono nelle profondità del mare, fin dove arriva la luce, e in modo spesso anche molto evidente: si parla allora di zonazione in piani bionomici.

Quando poi la dimensione di questi vegetali comincia a essere cospicua (oltre qualche centimetro, decimetro, metro via via più su) si forma una sorta di “boschetto” di alghe, di dimensioni diverse, o come si dice un popolamento strutturato. L'analogia con un bosco è totale quando si pensi al fatto che in un bosco c'è sì uno strato di alberi, ma anche uno di arbusti e uno di erbe, così come avviene tra i vegetali marini quando si può individuare una stratificazione subacquea.

La zonazione e la stratificazione dei vegetali rispetto a una superficie sono testimoni di una competizione per lo spazio che implica necessariamente una sinergia tra le piante vicine le une alle altre — che vivono in una sorta di associazione (approccio fitosociologico) tanta è la fedeltà di una specie a un'altra — interagenti tanto tra loro quanto con l'ambiente circostante, in modo da formare una comunità definita come vegetazione.

Per approfondimenti si può consultare

il testo di base Cognetti, Sarà e Magazzù, Biologia Marina, Calderini, Bologna

e i siti

http://dbiodbs.univ.trieste.it/Algario/algarit.html

http://dbiodbs.univ.trieste.it/Julia_Felix/Nave/Navehome.htm

http://www.algaebase.org/

http://www.mbayaq.org/efc/efc_hp/hp_kelp_exhibit.asp

http://www.dipbot.unict.it/appunti_alghe/zonazione_vegetazione.htm

http://www.apat.gov.it/site/_contentfiles/00032200/32298_stato_ambiente_2001_04.pdf

Guido Bressan Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Trieste
Keywords: biologia marina

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