Rianimazione di stelle

Nelle stelle di neutroni, che cosa produce l'energia che si manifesta in forma di fotoni (la luminosità che ci consente di vederla), giacché in esse non esistono più atomi (idrogeno o elio) che fondendosi liberano energia (fotoni), ma tutto ciò che resta sono i neutroni, appunto? Lo stesso discorso vale per i buchi neri. Per questi ultimi, nel caso che la malcapitata fosse una stella a essere "fagocitata" che fine fanno l'idrogeno e l'elio di questa? tutto per la fortissima compressione viene ridotto in neutroni? oppure la reazione di fusione tra i gas acquisiti continua? in quest'ultimo caso non si dovrebbe avere una sorta di "rianimazione" dal collasso che ha portato al buco nero?
Ciro Soldani
11 marzo 2005
Il meccanismo principale di emissione di radiazione luminosa da una stella di neutroni e dal disco di accrescimento attorno a un buco nero è lo stesso, ossia radiazione luminosa da un corpo a una certa temperatura, detta radiazione di corpo nero.

Alla nascita, cioè dopo un collasso gravitazionale, la stella di neutroni ha un nucleo di neutroni a temperatura Tc = 1011 K circa, mentre il guscio di elettroni (allo stato degenere) che contiene il nucleo mantiene una temperatura superficiale Ts che è circa 100 volte più basso di Tc . Nel corso della sua vita (ogni stella di neutroni ha infatti una storia evolutiva durante la quale si raffredda e diminuisce la sua velocità di rotazione) Tc cala fino a circa Tc=106 K. Come risultato, la temperatura superifciale di una stella di neutroni si mantiene sempre molto più elevata di quella del Sole, e il corrispondente picco di luminosità di corpo nero cade nella banda X invece che in quella ottica.

Esistono poi altri meccanismi di emissione di radiazione, oltre a quella di corpo nero, che chiamano in causa il campo magnetico, l'emissione di neutrini e che in genere sono attivi durante fasi particolari della vita della stella. Si possono avere anche reazioni nucleari, ma che conivolgono i singoli neutroni, protoni ed elettroni (e non più atomi) con l'effetto di emettere neutrini e quindi energia verso l'esterno.

Nel caso dei buchi neri, è il disco di accrescimento responsabile della maggior parte della radiazione luminosa che si osserva. In questo caso, un gas di elettroni-protoni-neutroni si trova in rotazione attorno al buco nero, si scalda per effetto di "frizioni" interne fino a raggiungere una temperatura sul piano equatoriale di T = 104 K circa. Non si hanno invece reazioni nucleari.

Olindo Zanotti Dipartimento di Astrofisica e Astronomia, Università di Valencia
Laura Maria Raimondi

Laura Maria Raimondi

Laureata in Chimica e con un dottorato in Scienze Chimiche, Laura Maria Raimondi insegna e svolge ricerche presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università di Milano. Attualmente si occupa di modellistica molecolare, vale a dire della simulazione, con metodi computazionali, della struttura e del comportamento dinamico di molecole organiche e di biomolecole, nonché della loro reattività.


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