Però per le maree, quello che conta non è la forza, che determina l'orbita, ma di quanto varia la forza da un punto all'altro della Terra. Quelle che ho scritto sono le forze su un chilogrammo di materia al centro della Terra. Se il chilogrammo di materia sta sulla superficie della Terra e si trova il Sole allo zenith, viene attratto più di un chilogrammo di materia posta ai suoi antipodi, e sono queste differenze che causano le maree.
Se fai il conto (e ti ricordi che il raggio della Terra, chiamiamolo s, è molto, molto più piccolo di R ), la differenza ti dovrebbe venire
(sui libri trovo 0.4604, useranno numeri più accurati).
Morale: il campo del Sole è più intenso, ma più uniforme, ed è la non uniformità che causa le maree. Che poi in dettaglio sono una cosa molto complicata, dipendono dai dettagli del bacino marino ecc., e nel Mediterraneo si vedono poco. Giulio Cesare non era abituato, e quando voleva invadere la Britannia continuava a perdersi le navi; il primo effetto del Sole è di complicare la periodicità, e la vita di Giulio Cesare.
Nato nel 1974 si è laureato in Filosofia della Scienza all'Università di Roma La Sapienza nel 1998, e ha conseguto il dottorato di ricerca in Storia della Scienza all'Università di Firenze nel 2003. Attualmente fa ricerca sulla storia e la filosofia delle scienze della vita alla Sezione e al Museo di Storia della Medicina dell'Università di Roma La Sapienza. È redattore di diverse opere dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, e collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica ("Galileo", "Sapere", "Le Scienze") e con il gruppo Laser (Laboratorio Autonomo di Scienza Epistemologia e Ricerca), collettivo composto da ricercatori scientifici migrati nei cinque continenti, nato all’inizio degli anni Novanta dalle lotte studentesche dell’Università La Sapienza di Roma.